Le offerte più convenienti
Prenota gratis
Nessuna commissione

L'eta' del ferro

  • 1 (current)

Guarda gli Hotel nei dintorni che potrebbero essere interessanti per te

Scopri le Offerte relative a L'eta' del ferro

A partire dagli inizi del IX sec. a.C., tra il Po e il Tenna, si sviluppò la civiltà  villanoviana, così chiamata per il rinvenimento nel 1853 della necropoli di Villanova. Tre furono i centri dei villanoviani: Bologna, Verucchio e Fermo tutti sviluppatisi dagli scambi e dai contatti con il villanoviano tirrenico della Toscana e del Lazio settentrionale. Sono caratterizzati dal rito della cremazione dei defunti e dalla successiva deposizione delle ceneri e delle ossa entro ossuari in forma di doppio cono.  

I vari insediamenti erano formati da villaggi con capanne e con un organizzazione sul piano economico e sociale. L' attività  principale era l'agricoltura con l'allevamento e il pascolo, la tessitura e la metallurgia; fitti scambi commerciali interessavano l'Europa continentale e l'Oriente.

Centro della Romagna sud-orientale fu  Verucchio che controllava un territorio compreso tra il torrente Marano ed il Rubicone; sviluppò un insediamento che ebbe massimo splendore tra l' VIII e la metà  del VII sec. a.C, Verucchio costituì, per la sua posizione strategica, un "ponte" fondamentale per i traffici e i collegamenti tra l'Etruria tirrenica e le sponde adriatiche. Il suo scalo marittimo era forse Rimini .

Le notizie relative all'organizzazione sociale ed economica di Verucchio sono basate quasi unicamente al ritrovamento delle necropoli e ai corredi che erano deposti entro le sepolture.

L' incinerazione era l'unico rito funebre; le ossa venivano raccolte entro un ossario che veniva poi posto dentro la tomba, una fossa scavati nel terreno. All'interno dell'ossuario veniva deposta una parte di corredo che aveva accompagnato il morto durante la cremazione stessa, mentre al di fuori dell'ossuario venivano posti altri oggetti legati alla vita quotidiana del defunto.

Alcune tombe verucchiesi hanno straordinariamente conservato arredi in legno, quali tavolini, poggiapiedi; le stesse condizioni di giacitura hanno riportato fino a noi anche oggetti in fibre vegetali intrecciate, quali cesti e canestri, e soprattutto frammenti di tessuto.

Livelli specialistici sembrano essere stati raggiunti a livello artigianale, soprattutto nella lavorazione dei metalli, del legno, dell'osso, dell'oreficeria, del vetro e specialmente dell'ambra. Più tardi Verucchio si inserì nel commercio di questo bene e si formarono degli artigiani di grande bravura, che riuscirono ad ottenere monili (spille e fibule, collane, orecchini), inserti da incastonare in oggetti realizzati in materiali diversi che rappresentarono una importante voce dell'economia locale.

   Verucchio perse il ruolo egemone verso la alla metà  del VI sec. Tra il IX e il VII sec. a.C. Verucchio ebbe il dominio sul territorio riminese, a Vergiano, Spadarolo, S.Martino in Venti, S.Aquilina, Covignano, a Santarcangelo e a Torriana, e ancora a Coriano. Dalla metà  del VI sec. Il riminese, assieme alla Romagna, ebbe notevoli rinnovamenti economici e culturali con le popolazioni dell'Etruria, dell'Umbria e del Piceno. Attraverso i persistenti scambi commerciali la società  si venne costituendo e si intensificarono anche le rotte marittime.
   Nel riminese i rinvenimenti sono numerosi, soprattutto a Covignano dove fu rinvenuta una sepoltura conosciuta come "tomba del guerriero", all'interno l'importante corredo con armi, tra cui una spada di tipo etrusco-piceno; frammenti di ceramica attica e un gruppo di oggetti votivi (la stipe di Villa Ruffi) andati purtroppo dispersi. La stipe é stata datata al V sec. a.C..

In coincidenza con la calata gallica si ebbe la nascita di due grandi centri costieri: Ravenna e Rimini. A partire dal IV sec. a.C., la futura città  di Rimini, data l' importanza dello scalo portuale, conobbe le prime forme di insediamento: il colle di Covignano mantenne un ruolo importante per la religione, grazie alle acque salutari che vi sgorgavano.

La prima monetazione di Ariminum presentava una testa irsuta in cui si riconosce una figura di stirpe gallica, come pure in un guerriero con grande scudo di un'altra moneta della medesima serie.

Bibliografia: Storia di Rimini di O. MARONI, M.L. STOPPIONI, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena