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Darwin? Lo abbiamo scoperto noi

Notizia pubblicata il 02 aprile 2009



Categoria notizia : Cultura


«PRATICAMENTE L’origine delle specie di Charles (anzi Carlo, come si leggeva sul frontespizio) Darwin fu la prima opera scientifica pubblicata da Nicola Zanichelli.

Era il 1864 e l’editore che ha dato nome alla nostra casa editrice stava ancora a Modena e quella pubblicazione fu la prima stampa in Italia dell’opera più famosa di Darwin, del padre dell’Evoluzionismo. Venne curata da Giovanni Canestrini, biologo a Modena, poi trasferìtosi all’università di Padova, che tradusse l’opera di Darwin insieme a Leonardo Salimbeni sulla base della terza edizione inglese del 1861».
FEDERICO ENRIQUES, presidente della Zanichelli, racconta la storia di questo prezioso libro che, in ristampa anastatica, sarà uno dei pezzi principali della mostra Il giardino di Darwin, aperta dal 4 aprile (quando sarà inaugurata alle 10) al 30 giugno prossimi nell’Orto botanico dell’Università di Bologna (via Irnerio 42) e che, curata da Giovanni Cristofolini, docente di Botanica sistematica all’Alma Mater, espone le piante studiate da Darwin e le ricerche da lui compiute per spiegare e dimostrare l’evoluzionismo nel mondo naturale.
DEL VOLUME originale in italiano dell’Origine delle specie, curato da Canestrini e Salimbeni, nelle biblioteche italiane ci sono ancora 50 copie. Due copie, però, sono nella cassaforte della casa editrice Zanichelli, nella sede disegnata nel 1938 dall’architetto Luigi Veronesi in via Irnerio 34, di fianco all’Orto botanico, dove abbiamo incontrato Enriques che, all’inaugurazione della mostra, terrà una prolusione proprio sui rapporti tra Darwin e la Zanichelli.
Che fortuna ebbe “L’origine delle specie” in Italia?
«Nicola Zanichelli lo stampò in due dispense, da 1.50 e 1.75 lire l’una. Quell’opera oggi al mercato dell’antiquariato ha un valore molto maggiore dell’edizione che poi, verso la fine dell’800, fece Utet. In ogni caso L’origine delle specie ebbe una notevole fortuna se Zanichelli nel 1874, quando si era già installato a Bologna nell’abitazione-libreria e casa editrice dell’Archiginnasio, decise di dare alle stampe un libro del biologo bolognese Giuseppe Giovanni Bianconi che, in forma di lettera a Darwin, confutava la teoria dell’Evoluzionismo».
Ci furono contatti tra Canestrini e Darwin?
«Sicuramente ci fu una fitta corrispondenza e Darwin conosceva bene la fortuna dell’edizione italiana. Un evento che lo stesso Darwin cita in una lettera ad Owen (lo studioso che ha inventato la parola “dinosauro”), suo avversario, che asseriva il fatto che non si sentiva parlare de L’origine delle specie. Altroché, gli disse, vedi il successo in Italia?».
Oggi Zanichelli ristamperebbe “L’origine delle specie”?
«Di quell’opera abbiamo pubblicato due edizione anastatiche (nel 1984 e nel 2004), ma credo che oggi sia meglio pubblicare opere più recenti sull’evoluzionismo, come quella di Douglas J. Futuyma. Anche perché, se finiscono le specie, possono finire anche i libri».
E, dopo quella di Bianconi, avete mai più edito opere di negazionisti?
«No, nemmeno nel 2004, quando l’Evoluzionismo sparì dai programmi scolastici. Ricordo che un nostro autore, Federico Tibone, minacciò di ritirare il suo volume per le scuole, Facciamo scienze, se avessimo tolto la parte dedicata all’Evoluzionismo. Naturalmente non lo facemmo e, come noi, non lo fecero nemmeno le altre case editrici con i libri di scienze».

foto by http://www.flickr.com/photos/cpurrin1/

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