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Il pioniere dell'american-bar Peppino Manzi rievoca l'epoca d'oro di Milano Marittima

Notizia pubblicata il 20 novembre 2007



Categoria notizia : Turismo


PEPPINO Manzi, famoso barman cervese, un pioniere del turismo di Milano Marittima, nel 1969, quando la Riviera Adriatica si apriva al turismo di massa e quando nascevano in gran numero gli alberghi, i locali ed i negozi, quando la gente era ancora abituata a frequentare le gelaterie, aprì il ‘Cluny', il primo american-piano bar della costa. Ottenne subito un gran successo per la sua atmosfera elegante e sofisticata, il suo servizio ed i suoi cocktail fino a diventare in breve il locale più esclusivo di Milano Marittima.

Dove ha imparato l'arte del barman e dell'accoglienza?

«Sono partito a 20 anni per l'Europa ed ho lavorato nei più grandi alberghi e bar di Francoforte, Zurigo, Ginevra, Londra, Cortina, dove ho imparato il mestiere e le lingue».

Come l'é venuta l'idea di aprire a Milano Marittima un locale come il Cluny?
«Girando per l'Europa mi sono reso conto che nella mia città  non c'era un bel locale come avevo visto all'estero. Così assieme a mia moglie Luisa ho tentato l'avventura. Nel Cluny abbiamo insegnato a bere nella giusta misura ed in compagnia, in una atmosfera elegante, di apprezzare l'alcool miscelato. Allora i turisti consumavano solo il Negroni, l'Alexander ed il Gin Fizz».

Chi frequentava il Cluny?
«Una clientela scelta che apprezzava il nostro servizio e l'atmosfera. La nostra etica era quella di ospitare i clienti con la grazia suggerita dalla semplicità  della nostra famiglia».

So che é restio a fare nomi ma può ricordare qualche personaggio che amava frequentare il Cluny?«Non ho mai fatto la caccia al personaggio: tutti i clienti erano uguali e la discrezione era il nostro principio. Qualche nome? Nunzio Filògamo, Carla Fracci, Pippo Baudo, Ave Ninchi, Adriano Celentano, Barbara Bouchet, Lisa Gastoni». (foto by Cayusa)

Anche il vostro piano bar aveva molto successo.
«La musica era discreta. Al piano si alternavano artisti come Nigel Thomas, Checco dei Giganti, Renato Mattarelli. Erano molto apprezzati anche dagli stranieri»

Mi risulta però che avete avuto dei problemi.
«Eravamo continuamente piantonati da un vigile urbano, che, se andavamo oltre la mezzanotte, ci faceva il verbale. Una persecuzione. Abbiamo dato un contributo allo sviluppo ed all'immagine di Milano Marittima, abbiamo insegnato il significato dell'ospitalità  a tante persone, e siamo stati trattati così. Il Comune non aveva compreso l' importanza di un locale di prestigio come il nostro. E dire che oggi c'é una libertà  di agire incomprensibile».

Allude agli street bar?
«Hanno distrutto tutto quello che avevamo costruito. Il rapporto col pubblico non esiste più, si bevono alcolici senza misura in mezzo alla strada. Alcuni giovani imprenditori hanno rovinato Milano Marittima, attirando un pubblico che non fa parte della nostra tradizione».

Perchè avete chiuso il Cluny?
«Nel 2004 siamo stati sfrattati senza alcun motivo; siamo stati sbattuti in mezzo alla strada. Mi é rimasta la consolazione che i vecchi clienti si ricordano di noi e tanta gente rimpiange il nostro locale, le sue atmosfere e Milano Marittima, che ora non c'é più».

Che attività  svolge oggi?
«Sono sempre stato portato verso l'insegnamento. Ho insegnato per 20 anni negli istituti alberghieri. Ho scritto un testo didattico sulla professione del barman e girato videocassette per illustrare la parte merceologica ed il servizio. Ho tenuto corsi per albergatori e baristi. Ora sto scrivendo testi didattici per la De Agostini Scuola. Provo soddisfazione nel sentirmi dire da molti giovani che hanno imparato la professione sui miei libri».

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