Il Parco Tematico Acquario di Cattolica, con il suo design futuristico nasce nel 1934 grazie all'ingegno dell'architetto Clemente Busiri Vici. Dapprima fu colonia marina, poi centro estivo e infine subi la trasformazione e divenne il parco tematico così come lo conosciamo oggi. Il visitatore viene coinvolto al massimo grazie a tre percorsi molto caratteristici ospitati dalle barche elegantemente adagiate sulla spiaggia.
Il tutto è reso ancora più affascinante e suggestivo dagli audilii multimediali di cui il parco dispone. Le visite possono essere guidate così che il pubblico possa essere coinvolto ancora maggiormente, grazie all'aiuto fornito da persone esperte nel settore che spiegheranno nel dettaglio le peculiarità dei percorsi in cui è possibile addentrarsi. All'Acquario è possibile ammirare il più temuto predatore di tutti i tempi, nonnchè il più antico visto che la sua origine si ipotizza a circa 500 milioni di anni fa. Purtroppo oggi la sopravvivenza di questa affascinante creatura è in pericolo e quindi un obbiettivo che l'acquario si propone è propio quello di poterne garantire la sopravvivenza.
Molto interessante ammirare anche il back-stage del funzionamento dell'acquario, ovvero la preparazione del cibo e il mantenimento di una fauna così rigogliosa. Nuova zona dedicata ad esemplari fossili viventi. Il pubblico potrà assistere in un piccolo laboratorio alla creazione del fitoplancton insieme agli esperti del parco. Molto emozionante anche la piccola vasca in cui si possono ammirare i piccoli di Dasyatis, Gattucci e Aquile di Mare che sono nati durante i mesi invernali. Peculiarità della vasca degli squali, la possibilità di parlare con un biologo-sub che parlerà attraverso un sistema di ultima tecnologia al pubblico che starà di fronte alla vasca e sarà informato sugli atteggiamenti degli squali, sulle loro reazioni agli imput del biologo, nonchè sulla loro reazione agli stimoli del pubblico. Per 2 volte al giorno, 2 volontari scelti tra i visitatori avranno la possibilità di immergersi per 15 minuti con il biologo per vivere un'esperienza davvero indimenticabile.
LE TRE LONTRE NATE NEL 2009 NELLO ZOO DI COPENAGHEN NON POTEVANO ESSERE REINSERITE IN NATURA. ORA NUOTANO NELL’ACQUARIO DI CATTOLICA, NEL RIMINESE. In Italia è stata dichiarata specie a rischio nel 1977, e dal 2011 è inserita nella lista rossa dell'International Union for Conservation of Nature. La lontra eurasiatica, che vive lungo i fiumi e i laghi, appunto, europei e asiatici, è in diminuzione in tutto il mondo, tranne che a Cattolica: l'acquario della cittadina del Riminese ne ha infatti appena adottate tre, all'interno di un progetto di recupero dedicato ai corsi d'acqua che ha accolto anche un caimano nano.
Le tre sorelle, nate nel 2009 allo zoo di Copenaghen, e quindi non più reintroducibili in natura, nel parco acquatico dell'Adriatico nuotano in una piscina di cento metri quadrati: «Alle lontre serve molto spazio per giocare» spiega Stefano Gridelli, ittiopatologo responsabile del settore tropicale, «sono animali che mangiano e dormono continuamente, ma tra una fase digestiva e l'altra hanno bisogno di passare il tempo. I nomi non li abbiamo ancora decisi: bandiremo un concorso per farli scegliere ai bambini».
Le ragioni per cui le lontre euroasiatiche stanno lentamente scomparendo sono la deforestazione, l'inquinamento, cui sono molto sensibili, e l'itticoltura, che riduce il loro habitat. Inoltre, visto che fanno concorrenza ai pescatori nella cattura del pesce e hanno una pelliccia morbidissima, spesso vengono cacciate. Di recente il Cardiff University Otter Project ha studiato le ghiandole di 150 lontre morte (trovarne di vive era troppo difficile), giungendo alla conclusione che i mustelidi sono in grado di produrre ben 432 composti chimici diversi, che servono loro per comunicare attraverso gli odori. Odori che, tanto per cominciare, segnano la differenza tra animali di diversa età e diverso sesso, ma anche tra le femmine «disponibili», quelle che aspettano i piccoli e quelle che allattano...
L’approfondimento della varietà e della complessità dei segnali olfattivi emessi dalle lontre, spiega la ricercatrice Elizabeth Chadwick, servirà per capire meglio il comportamento di questi animali. Una comprensione utile anche per favorire la difesa di questa specie, di cui faremmo bene a occuparci. Secondo uno studio internazionale frutto del lavoro di 22 istituti di 6 Paesi pubblicato su Science, la lontra fa parte infatti di un gruppo di predatori minacciati dall'uomo la cui diminuzione si ritorce contro l'uomo stesso, facendo venire meno i vertici delle catene alimentari in natura. «Questo piccolo predatore, che da adulto non supera i cinque chili, è infatti un cacciatore formidabile» spiega ancora Gridelli, «mangia praticamente qualsiasi cosa, dagli insetti ai mammiferi, e ha un metabolismo velocissimo, che lo costringe a nutrirsi ogni quattro ore. Le nostre, per esempio, consumano dai cinque ai sei pasti al giorno. Ciascuno da 400-500 grammi». (Fonte Il Venerdì di Repubblica del 26 Agosto 2011 di Sara Fiocelli)