Lo scorso fine settimana il borgo di Montebello si è riempito di visitatori durante la Festa del Miele organizzata dalla Pro Loco locale e dal Comune di Torriana. Molto soddisfatti gli espositori e gli organizzatori che sono riusciti a raccogliere i fondi per l’acquisto di una Tac presso l’Ospedale Franchini di Santarcangelo grazie al pranzo di beneficenza che si è tenuto domenica presso il Castello di Montebello.
L’assessore alla cultura Giulia Razzaboni ha voluto ringraziare tutti i cittadini di Torriana per aver messo a disposizione i locali e contribuito generosamente. Ringraziamenti anche ai proprietari del ristorante ‘Il povero diavolo’, lo chef Pier Giorgio Parini, lo staff e gli sponsor che hanno dato il loro supporto all’iniziativa. Durante la Festa i partecipanti hanno potuto riflettere sui pericoli che la terra dovrà affrontare a causa dello sfruttamento non equilibrato delle risorse. Sulla torre civica del borgo di Montebello è stata allestita un’installazione dell’azienda Ekosistema ricoperta d’erba sintetica che rappresenta una mano mentre “spreme” il mondo. Successivamente l’installazione è stata fatta cadere su una casetta di legno, azione che simboleggia un ritorno all’equilibrio forzato e violento della natura. L’amministrazione comunale ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contibuito alla buona riuscita dell’iniziativa.
Per millenni il miele era l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Durante la storia tantissime popolazioni lo hanno usato nell’arte culinaria ma anche in medicina o per la cura della bellezza. Tra le testimonianze conservate sulla storia dell’Egitto che risalgono a 4000 anni fa, si parla di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire le proprie arnie. In alcuni geroglifici si possono leggere ricette a base di miele e altri usi per la medicina per curare piaghe, ferite o disturbi digestivi. Durante la scoperta di mummie egizie, sono stati rivenuti vasi di miele ermeticamente chiusi e perfettamente intatti che venivano posti a fianco del defunto che secondo le loro tradizioni avrebbe consumato il miele durante il suo viaggio nell’aldilà. Anche i sumeri lo utilizzavano per le sue proprietà esfoglianti in creme con argilla, olio di cedro e acqua. I babilonesi lo impiegavano per cucinare focaccine fatte con sesamo, farina, miele e datteri. Nel Codice di Hammurabi gli apicoltori venivano tutelati contro il furto di miele delle arnie. I Greci hanno definito il miele come “Cibo degli dei” utilizzandolo nelle offerte votive e riti pagani. Pitagora lo ha definito come un alimento che garantisce una vita lunga e Omero ha descritto la raccolta del miele servatico. Nella medicina ayurvedica ogni tipo di miele (frutti, ortaggi, fiori o cereali) veniva utilizzato come dissetante, purificante, cicatrizzante, afrodisiaco, stomachico, vermifugo, refrigerante, regolatore e antitossico. I romani lo utilizzavano come dolcificante, per la produzione di idromele, come conservante alimentare, per la produzione di birra e per preparare salse agrodolci. Lo importavano in grandi quantità da Cipro, Creta, Spagna e Malta (il nome originale era Meilat, ovvero ‘terra del miele’). Con il passare degli anni il miele è stato quasi sostituito dall’introduzione dello zucchero raffinato industrialmente ma ora sta ritornando in voga per le sue proprietà terapeutiche.