Da domani a domenica a Bivio Montegelli di Sogliano si terrà la 23esima edizione del golosissimo “Savor” ovvero ‘savore, sapore’, la ricetta romagnola preparata cuocendo in una grande pentola a fiammabassa: pere cotogne, pere dolci, mele cotogne bitorzolute, mele rosse e verdi con l’aggiunta di croccanti gherigli di mandorle il tutto costantemente girato fino ad ottenere una marmellata dal color marrone rossastro, dal sapore delicato, morbido, pastoso leggermente aspro con pezzi di mandorle.
Durante la sagra ci sarà uno stand gastronomico dove verranno servite degustazioni gratuite di savor, vino dolce novello, mastlaz, marmellate di sambuco, saba, pomodori verdi e fichi.
Da non perdere anche lo stand di erbe officinali, la mostra contadina, l’esposizione fotografica “Amarcord” e per tutti i tre giorni di ‘Savor’ ci sarà anche un mercatino di beneficenza dove verranno venduti piccoli oggetti confezionati dai bambini e donne del paese il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Venerdì alle ore 21 è in programma “Dilettanti allo sbando alla Corrida di Montegelli”, sabato sera si ballerà con la musica dell’orchestra “La nuova Romagna folk” e domenica dalle ore 10 alle 16.30 si terrà la Messa della Madonna del Rosario seguita dall’orchestra “Romagna doc”.
Il ‘Savor’ è stato inventato dalle case contadine di Montegelli come dolcificante naturale da consumare durante l’inverno visto che lo zucchero era molto costoso.
Molti pensano che il vino novello è uguale al vino nuovo, ma si sbagliano! Per ottenere il novello viene effettuata la macerazione carbonica, un procedimento molto diverso dalla tradizionale vinificazione che riesce ad ottenere in poche settimane dalla vendemmia un vino già pronto da bere.
La tecnica è stata inventata nel 1934 in Francia, con la nascita del Beaujolais Nouveau, cugino del novello italiano. L’uva viene chiusa in un contenitore sigillato ermeticamente per un tempo massimo di tre settimane. La temperatura all’interno è di circa 30 gradi e nonostante l’assenza di anidride carbonica indispensabile per la fermentazione, l’uva che si trova sul fondo del contenitore, schiacciata da quella sovrastante inizia a fermentare grazie al mosto, utilizzando i lieviti che si trovano naturalmente negli acini. Il processo porta ulteriore alcol e anidride carbonica che attacca l’uva sana cambiando il suo metabolismo e provocando la autofermentazione, chiamata intracellulare.
Il frutto inizia a perdere acidità e assume nuove peculiarità olfattive che ricordano il lampone e la fragola. Successivamente l’uva viene pigiata in un tino per 2/3 giorni per completare il cilo di trasformazione.
Durante questo processo non vengono rilasciate molte sostanze che servono per mantenere il vino ed è per questo che è sconsigliato bere il novello dopo sei mesi dalla sua commercializzazione. In italia il novello può essere commercializzato solo dal 6 novembre mentre in Francia il Beaujolais può essere bevuto solo dal terzo mercoledì di novembre.
In Italia il novello viene prodotto principlamente dal Merlot ma anche dal Sangiovese e il Cabernet.
In una bottiglia di vino novello italiana, per legge deve esserci almeno un 30% di prodotto che deriva dalla macerazione carbonica mentre in Francia deve essere il 100%.
Sono tantissime le sagre e feste che festeggiano il nettare novello in tutta Italia. Il 5 novembre a Leverano in provincia di Lecce alla mezzanotte si stappa la prima bottiglia. Il 6 novembre ci sono festeggiamenti anche a Bareggio in provincia di Milano e a Mirano in provincia di Venezia. Dal 6 al 7 novembre a Noci (BA) si svolge la festa “Bacco nelle Gnostre: vino novello e caldarroste”. Sempre dal 6 al 7 novembre a Treglio in provincia di Chieti il novello viene associato all’olio nuovo. Contemporaneamente in Calabria è festa con il “Novello in cantina”. Dal 13 al 14 novembre a Mignano Monte Lungo (CE) si brinda con “L’Inno al novello” e a Procida è in programma il percorso gastronomico “Sagra del vino”.