Continua la stagione di Opera Live presso il cinema Tiberio, con le più belle proiezioni di Opera provenienti dai più grandi e prestigiosi teatri del mondo.
L'appuntamento è per Martedì 27 dicembre (ore 20), che andrà a sostituire l'opera in programma: Linda di Chamonix". Per l'occasione verrà proiettata l'opera "I Vespri Siciliani", capolavoro di Giuseppe Verdi che verrà eseguita dal Teatro Regio di Torino. Il direttore d'orchestra è Gianandrea Noseda, con regia di David Livermore. Questa opera è strutturata in 5 atti, dove il compositore Giuseppe Verdi prende spunto dalla famosa vicenda dei vespri siciliani. In quel tempo Verdi aveva ottenuto un contratto per scrivere una nuova composizione per Opéra di Parigi, cosi prese il libretto di Eugène Scribe (riadattato, dato che era ambientato nei paesi bassi) e lo ambientò nella Sicilia del 1282. Questo capolavoro debuttò (in lingua francese) nel 1855 e "La Presse" (quotidiano francese), scrisse che che Verdi si era integrato alle formule inventate dal genio francese, senza perdere le sue connotazioni italiche. Successivamente quest'Opera debuttò in Italia nello stesso anno, con un nome differente (per motivi di censura), inoltre l'ambientazione di riferimento era la il Portogallo, e non la Sicilia. I Vespri Siciliani inaugurarono il Teatro Regio di Torino, con una splendida Maria Callas, che interpretò il ruolo di Elena.
Questa Opera è di Giuseppe Verdi, interamente in francese.
Atto 1: Elena, mentri i soldati francesi festeggiano a Palermo, dichiara la volontà di vendicare il proprio fratello. Scoppia una sommossa che viene sedata dall'arrivo di Monforte, che ammutolisce i siciliani.
Atto 2: Compare la figura di Giovanni Da Procida, patriota che insieme a Elena e Arrigo, cercherà ci condurre il popolo siciliano alla rivolta. Anche se nasce un amore tra Elena e Arrigo, Elena desidera prima vendicare il fratello piuttosto che pensare al suo amore.
Atto 3: Intanto Monforte riceve una lettera da una siciliana, che lo informa di essere lui il padre di Arrigo. Il governatore confessa questa cosa ad Arrigo. Successivamente viene svolta una festa, dove Monforte dovrà essere ucciso. Elena si getta verso il governatore, ma Arrigo per proteggerlo gli fa da scudo umano. I cospiratori rimangono attoniti per il tradimento di Arrigo.
Atto 4: Arrigo trova l'opportunità di confessare ad Elena il motivo del suo gesto e questa lo perdona. Monforte condanna a morte i persecutori, che verranno risparmiati solo se Arrigo chiamerà Monforte "padre". Arrigo si deciderà a chiamarlo con il fatidico nome, solamente quando il Boia sta per uccidere i ribelli. Monforte ritira la condanna e decide che Arrigo ed Elena si sposino nella stesso giorno.
Atto 5: Elena si sta per sposare, e Procida le comunica che al suonare delle campane ci sarà una rivolta. Elena rifiuta l'azione, e Procida la accusa di tradimento. Arrigo cerca di Convincere Elena a concludere il matrimonio, ma i dubbi crescono in lei. Monforte entra in scena e sposa i due. Al suono della campane Procida e i suoi seguaci irrompono, riuscendo ad uccidere il Governatore Monforte recando vendetta.