Dopo quasi un anno di transizione, la Fondazione Fellini è riuscita a pagare quasi tutti i debiti ed ora l’ente intitolato al Maestro riminese potrà effettuare la messa in liquidazione in programma per sabato con l’istituzione della Fondazione effettiva insieme al presidente Pier Luigi Celli, il direttore Paolo Fabbri e i soci, il tutto sotto la guida dell’avvocato Ghidini, docente della Luiss.
I debiti ammontavano a circa 150mila euro e sono stati estinti grazie alla collaborazione tra Provincia, Comune e Fondazione Carim. Tra i 67 seggetti creditori c’era anche il Grand Hotel con cui la Fondazione spera di poter riprendere collaborazioni per il premio Fellini.
Per rendere l’ente ancora più solido, Celli è alla ricerca di nuovi privati e sabato verranno menzionati i primi nomi. Durante l’incontro verrà discusso anche come coinvolgere la famiglia Fellini nella Fondazione.
Tra i vari impegni di questo mese, Paolo Fabbri presenterà questa mattina la scuola ACT Multimedia a Cinecittà presso l’Hotel Excelsior di Lido di Venezia, l’Accademia di Cinema e Televisione diretta da Vittorio Giacci dedicata a Fellini.
Domani il direttore si trasferirà a Mantova per il Festival dove verrà presentato il progetto “I film nel cassetto di Federico Fellini” insieme allo scrittore Carlo Lucarelli e Michele Cogo della scuola di sceneggiatura bolognese Bottega Finzioni. Il 12 settembre a San Sebastian verrà inaugurata la mostra “Federico Fellini. El circo de las ilusionesã” ed infine la Fondazione ECEC di Rimini ha organizzato per il 16 settembre l’incontro dal tema “Rimini e… L’immaginario felliniano”.
Nel 1995 la sorella del Maestro, Maddalena Fellini, ha fondato la Fondazione Federico Fellini insieme al Comune di Rimini. Attualmente il presidente è Pier Luigi Celli e il direttore Paolo Fabbri.
Tra gli obbiettivi primari della Fondazione ci sono la promozione di iniziative per esaltare l’opera del Maestro e realizzazione di un centro di studi felliniani famoso non solo in Italia ma anche all’estero.
Per realizzare il centro di studi sarà necessario un archivio con tutte le foto, carte, disegni e manifesti integri che fanno parte della Fondazione, una raccolta di tutti i testi che riguardano il Maestro riminese e i suoi film come Amarcord che verranno restaurati e conservati.