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Biagio Antonacci grande concerto al PalaRossini

 

«        QUESTA CITTA' mi ha regalato sempre concerti meravigliosi. Fin dalla mia prima tournée, la tappa di Ancona ha avuto sempre più spettatori che a Milano». E' bastata questa frase un po' ruffiana (ma sentita e veriteria nei numeri), proferita a inizio concerto dal milanesissimo Biagio Antonacci, per far venire giù l'altra sera il catino del Pala Rossini, gremito da oltre 7000 persone.

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Biagio Antonacci PalaRossini
 

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     In settemila sabato sera al PalaRossini    

 

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   - ANCONA -  

 

Un successo di calore e colore la tappa marchigiana del «Vicky Love Tour», partito il 9 novembre, data di nascita di Antonacci.
Al «veneratissimo» Biagio, adottato a furor di popolo dal pubblico di Ancona, una fan ha addirittura consegnato sul palco una torta (con otto giorni di ritardo) per il suo 44esimo compleanno. E Biagio, condividendo questo momento privato con il pubblico, ha invitato tutti a soffiare forte sull'unica candelina. In estasi mistica i fans, mentre sul palco fioccavano orsacchiotti e cuori di peluche.
     PER DUE ORE, in un crescendo continuo di musica e parole, tutti hanno cantato a squarciagola e ballato. Sugli spalti, dalle tribune, nel parterre. Il cantautore dalle corde e dalla sensibilità  Â«più dolce e femminile» del nostro panorama italiano é una forte icona maschile. E piace. Piace come uomo, soprattutto alle donne, non a caso presenti l'altra sera in larga maggioranza, di ogni fascia d'età , dalle teen-ager alle over 40.
Antonacci ha aperto con gli 11 brani inediti del suo ultimo album «Vicky love», ricco di contaminazioni musicali, di atmosfere tzigane, di ritmi accattivanti e sensuali, dal ritmo più aggressivo del pop e del rock alle tradizionali melodie  raffinate, romantiche e cantabili come in: «E' Soffocamento», «Lascia Stare», «C'é silenzio», «Sognami», «L'Impossibile», «Coccinella», «Vicky Love», «Non sei più qui», «Giù le mani capo», «A volte».

 

     INFINE il crescendo con i suoi grandi successi: «Se é vero che ci sei», «Non é mai stato subito», «Quanto tempo e ancora», «Iris (tra le tue poesie)», «Convivendo», «Sappi amore mio», «Pazzo di Lei».
Amori travagliati che vanno, vengono, non si scordano facilmente, in cui molte donne si sentono descritte e tanti uomini si identificano. Da buon Scorpione che si rispetti, Antonacci non é stato solo dolce con l'universo femminile.
In coda ha riservato una goccia di veleno per una donna in particolare, riproponendo: «Non eri tu (quel brivido di libertà )», un vecchio brano, volutamente inserito nell'ultimo album.

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Data : 19 Novembre 2007
Categoria : Spettacoli
Fonte : Il Resto Del Carlino di ALDO SPADARI
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