Giovedì 15 marzo alle ore 21.15 presso il Teatro Sociale di Novafeltria si terrà lo spettacolo di Ascanio Celestini ‘Pro Patria. Senza prigioni, senza processi’ che alcune settimane fa è stato rinviato causa maltempo.
Il protagonista è Acanio stesso che va in scena su un palco di metallo in uno spazio di due metri per due decorato con ritagli di giornali, immagini e manifesti di uno spettacolo. Sul palco anche un piccolo prato artificiale dove si svolgono le prove per un discorso. I personaggi sono cinque: un narratore-personaggio che parla in prima persona, due abitanti della prigione (il luogo dell’azione), due padri, uno di sangue e uno ideale e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora. Durante lo spettacolo la narrazione viene accompagnata da due musiche: una variazione di Chopin su un’aria di Bellini e un brano surf. Tra le frasi da ricordare Ascanio spiega: “I morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune, non temono i processi. I morti perché non possono finire in galera. Gli ergastolani perché dalla galera non escono più”.
Celestini è un attore teatrale, drammaturgo, regista cinematografico e scrittore italiano. Ascanio si è avvicinato al teatro alla fine degli anni ’90 collaborando come attore in alcuni spettacoli del Teatro Agricolo O del Montevaso. Dopo anni di apprendistato nel 1998 Celestini scrive ed interpreta il suo primo spettacolo ‘Cicori. In fondo al mondo, Pasolini’ da quel momento prende forma la sua produzione matura. Tra i vari riconoscoimeti istituzionali Celestini ha ricevuto il Premio Ubu nel 2002 ‘per la capacità di cantare attraverso la cronaca la storia di oggi come mito e viceversa’, nel 2004 il Premio Fescennino d’oro e poi il premio Oddone Cappellino e il Premio Gassman come miglior giovane talento. Nel 2005 vince nuovamente il Premio Ubu grazie allo spettacolo Scemo di guerra. Nel 2009 a Galeata riceve il ‘Premio Cultura dell’incontro’ e nel 2011 il film La percora nera vince il Cick d’Oro come Miglior Opera Prima.