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Museo Marco Pantani Cesenatico

Spazio Pantani: Il museo dedicato a Pantani

Il Museo dedicato a Marco Pantani si trova tra la stazione ed il porto di Cesenatico. Uno spazio di oltre 300 mq nato per volontà della famiglia Pantani, del comune di Cesenatico e della Fondazione Marco Pantani con lo scopo di mantenere viva la memoria delle imprese del pirata. Il Museo è stato inaugurato nel 2006 ed è gestito direttamente dalla famiglia Pantani. Tutti gli utili dello Spazio Pantani sono prodotti a scopi benefici, compreso il ricavato dalla vendita dei gadget del sito internet della fondazione.

Lo Spazio Pantani si trova adiacente alla stazione ferroviaria di Cesenatico; questo lo rende facile da raggiungere in treno ed è dotato di ampio parcheggio per chi lo volesse raggiungere in auto.

Informazioni:

Il museo si trova in Via Cecchini nr. 2. Informazioni 0547-672886 oppure www.pantani.it

Pantani story: La biografia di Marco Pantani

Marco Pantani è nato il 13 gennaio del 1970, al Bufalini di Cesena e pesava 3,75 kg. Nato da Mamma Tonina che insieme al padre Paolo aveva già dato alla luce la sorella Manola, di 15 mesi più grande, Marco da bambino era molto curioso, voleva sapere, sognava ed aveva già definito i contorni delle sue passioni. Imparò ad intingere la sua vivacità in vari interessi, spesso in alternativa alla scuole in cui non eccelleva particolarmente, proprio perchè ai libri non dedicava il meglio di se stesso.


La pesca e la caccia finirono per formare una fetta consistente del suo mondo, così come il calcio che inizio a praticare anche se ben presto capì che questo non era lo sport più adatto a lui.Un giorno si ritrovò ad osservare i suoi coetanei del G.C. Fausto Coppi di Cesenatico che si ritrovavano per gli allenamenti nel piazzale di fronte allìappartamento in cui i Pantani vivevano in Via dei Mille. A Marco venne la folgorazione: usare sportivamente quel mezzo che era rimasto fino ad allora solo un gioco. Si unì una prima volta a quei ragazzini usando la bici da donna, vecchia e pesante, di Mamma Tonina e finì per riuscire a stare davanti ai suoi compagni in salita a soli 11 anni.Da lì partì il rapporto di Marco Pantani con il ciclismo ed il 22 Aprile del 1983 con la sua vittoria in solitudine a Case Castagnoli di Cesena iniziò anche la leggenda.

Con gli anni quella strabiliante attitudine alle salite divenne ancora più marcata ed i suoi successi sempre più prestigiosi. Marco continuava a salire di categoria e gli avversari diventavano sempre più competitivi, ma nonostante questo la sua superiorità sulle pendenze aumentava sempre. I suoi scatti ed il suo essere solo sugli sfondi montani lo innalzarono al rango di monumento sportivo italiano ed internazionale. Grazie a Marco moltissime persone scoprirono l'amore per il ciclismo e l'audience televisiva sulle gare ciclistiche esplose.Nel corso della sua carriera Marco seppe superare incidenti gravi che avrebbero scoraggiato chiunque ed anche questo contribuì ad aumentare la sua già grandissima popolarità.


Le vittorie al Giro d'Italia ed al Tour de France del 98

lo collocarono nel ristretto novero dei Leggendari del pedale e lo posero in cima al gradino degli sportivi italiani più importanti di sempre. Marco era un uomo sensibile, schietto e con una visione molto più acuta dei suoi colleghi sulla realtà e sui problemi dello sport e non solo. Da una parte questo lo pose ulteriormente come punto di riferimento sulla cima ma dall'altra questo creò un clima di invidia nell'ambiente del ciclismo ed un fastidio tendente ad una vera e propria avversione nelle autorità sportive italiane.

In questo clima avverso la mattina del 5 giugno del 1999 in Madonna di Campiglio, a sole due tappe dalla fine di un Giro d'Italia che Marco stava nettamente dominando, fu riscontrato nel suo sangue un tasso di ematocrito superiore al 50 per cento e questo ha significato uno stop di 15 giorni per tutelare la sua salute e purtroppo l'addio alla corsa.Per Pantani questo fu soltanto l'inizio di una odissea lunghissima di torture. Venne posto alla gogna da quei media che prima lo osannavano e soli pochi giorni dopo la sessa Magistratura Italiana iniziò ad aprire su Pantani dei fascicoli e ad effettuare indagini. Si aprirono per Marco le porte dei tribunali, spesso anche senza dei reali presupposti di legge.


Ogni volta che Marco iniziava a rialzarsi un'altra procura iniziava ad indagarlo. Alla fine ben 7 procure aprirono fascicoli d'indagine su Marco Pantani.Sentendosi e sapendosi vittima di orchestrazioni volute da poteri superiori e con numerosi dubbi sulla recolarità del controllo che ha dato inizio al tutto Marco si lasciò andare alla disperazione e sul suo cammino incontrò la cocaina.In questo periodo di traversie, delusioni e alterazioni che venivano dall'uso di questa droga Marco diede libertà ad altre voci del suo lato artistico.


Si dedicò alla pittura innanzitutto. I suoi quadri assunsero i tratti di un messaggio, così come le sue ultime lettere che nonostante l'italiano stentato riuscirono ad assumere i connotati della stessa poesia che poco prima scriveva sull'asfalto con la sua bicicletta.Marco Pantani quindi si dedicò alla pittura ed alla beneficenza, che però tenne sempre nascosta perchè nella sua visione pubblicizzarla avrebbe significato trasformarla in business.Marco Pantani trovò la morte il 14 Febbraio 2004 in un Residence di rimini, in un epilogo che ancora oggi lascia aperti tanti enigmi.

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