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L'arte trionfa a Parigi in quegli anni folli di grande creatività. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì

Una selezione di dipinti, sculture, fotografie, ready made, costumi teatrali e disegni creati da vari artisti dal 1918 al '33. Parigi la patria dell’arte, è una città affascinante che è stata capace di dar vita a tendenze innovative, ed ispirare una gran moltitudine di capaci artisti che l’hanno raccontata in tutto il suo splendore.
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Mostra Gli Anni Folli Ferrara: Pablo Picasso, Maternità, 1921 Olio su tela, cm 65,5 x 46,5

L’incredibile storia di Parigi, soprattutto negli anni Venti all’indomani della Guerra Grande, sarà raccontata a Palazzo dei Diamanti di Ferrara attraverso i capolavori di grandi maestri della modernità all’apice della loro carriera: Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí.

In quel particolare periodo storico, con la guerra alle porte, il mondo stava incominciando a cambiare. Nell’area si respirava uno stile sempre più liberare, dovuto al cambiamento delle persone che incominciavano ad apprezzare le attività intellettuali. Erano gli anni definiti “Folli”, dove impazzava il clima cosmopolita, i teatri, i caffè, il jazz e le gallerie che attiravano a Parigi centinaia di musicisti, scrittori, coreografi, cineasti e artisti in cerca di fortuna e celebrità. Parigi in quegli anni diventa la patria della libertà, un vero laboratorio internazionale di idee e creatività.

La mostra realizzata da Ferrara Arte, attraverso dipinti, sculture, costumi teatrali, fotografie, ready made e disegni, provenienti dai più importanti musei e collezioni private del mondo, ci racconterà il fermento che si respirava in quegli “Anni Folli” di innovazioni artistiche e di pensiero, prima che la seconda Guerra Mondiale cambiasse radicalmente il clima europeo.

Orario: Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00




"L'esposizione "Gli anni folli" presenta una selezione di dipinti, sculture, fotografie, ready made, costumi teatrali e disegni creati da artisti attivi nella capitale francese tra la fine della prima guerra mondiale e il 1933, anno in cui l'affermazione del partito nazista in Germania getta un'ombra sinistra sull'Europa e ne cambia completamente il clima culturale.  
L'intento della mostra è di mettere a fuoco la congiuntura artistica e culturale che si espresse nella Parigi cosmopolita degli anni Venti, dando vita a una delle stagioni più fertili del XX secolo. La rassegna si sviluppa attorno ad alcuni nodi critici che evidenziano l'interconnessione degli ambiti creativi, presentando delle sezioni nelle quali gli artisti dialogano su temi comuni e si confrontano sulle rispettive linee di ricerca.

L'imprescindibile punto di partenza è il rapporto che in quegli anni si instaura tra generazioni diverse e che trova un caso esemplare nella lezione del tardo Renoir sui protagonisti, più o meno giovani, delle ricerche del primo Novecento. Ne fa fede, in mostra, la celebre Fonte del maestro impressionista, di cui Picasso e Braque possedevano una riproduzione: potente e scultorea rivisitazione di un modello antico, essa ispirò opere come la Maternità di Picasso  o Il nudo con gatto di Derain, protagoniste della sezione sul moderno classicismo.  

Sebbene con occhi diversi, a Renoir guardano pure Matisse , attratto dalla sensualità idealizzata delle sue bagnanti, e il più giovane Modigliani che dipinge figure dalle forme essenziali, ma ugualmente portatrici di un ideale di bellezza eterno e universale. Altra chiave di lettura offerta da questa mostra è la geografia artistica parigina, che dal primo al secondo decennio del secolo vede migrare gli artisti da Montmartre a Montparnasse e alla Rive Gauche. L'atmosfera bohémien che si respira nei caffè e negli atelier di Montparnasse è evocata nei dipinti di figura presentati nella sezione dedicata all'"École de Paris", variegata compagine di spiriti liberi - tra i quali Modigliani, Chagall , Van Dongen, Foujita e Soutine - provenienti da ogni parte del mondo, eterogenei nello stile, ma accomunati da un linguaggio fortemente espressivo e personale, coerente al sogno di libertà che li aveva spinti a trasferirsi a Parigi. In quegli anni, alcuni studi d'artista svolsero una funzione paragonabile a quella delle gallerie.

Un caso emblematico è rappresentato dallo studio di Mondrian che, allestito dal pittore olandese secondo i canoni del neoplasticismo, provocò un tale shock ad Alexander Calder quando lo visitò da spingerlo ad abbandonare il figurativo per l'astrazione. Proprio negli anni in cui Mondrian giunge a Parigi, i principali esponenti del dadaismo approdano sulla Rive Gauche, vivificando l'ambiente artistico cittadino con l'ironia giocosa e corrosiva delle loro opere, fino a quando parte del gruppo abbandonerà la provocatoria poetica di Dada per unirsi al progetto surrealista di trasformare la vita attraverso l'arte.

Un polo d'attrazione complementare alla frenetica modernità parigina è in questi anni la costa mediterranea. Pur rimanendo protagonisti della scena artistica della capitale dove espongono con regolarità, artisti come Matisse, Bonnard e Maillol, vi trascorrono lunghi periodi, attratti dalla sua natura esuberante e dalla sua luce meridiana che sembra inondare i loro dipinti. Un importante filo rosso è, infine, quello che evidenzia l'intersezione di ambiti creativi diversi attorno a particolari temi o eventi. È il caso della Tour Eiffel, quintessenza della modernità parigina e soggetto privilegiato di registi poeti e fotografi, da Man Ray a Ilse Bing

In questi anni, anche Delaunay torna a concentrare la propria attenzione su questo soggetto, a testimoniarlo è un capolavoro del 1924 che restituisce la sensazione di trasparenza, solidità e di altezza vertiginosa trasmessa dal monumento. Ma l'episodio forse più rappresentativo della vitalità creativa del periodo è raccontato nella spettacolare sezione dedicata ai Balletti Russi e i Balletti Svedesi, produzioni rivoluzionarie, frutto della collaborazione dei più grandi artisti, scrittori, musicisti e coreografi allora attivi a Parigi, nelle quali si riverberando le numerose tendenze del periodo

Fonte La Nuova Ferrara del 09/09/2011 pg 24 ed. Nazionale

Max Ernst Il Bacio
Pierre-Auguste Renoir
Amedeo Modigliani Ragazzo Con i Pantaloni
Pierre Bonnard Nudo Su Sfondo Giallo 1924
André Derain Arlecchino 1923

Info: 0532244949
diamanti@comune.fe.it
PALAZZO DEI DIAMANTI
Corso Ercole I d'Este, 21 – Ferrara

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Un romanzo lungo 12 sale narra il risveglio dell'arte. Ai Diamanti da domani e fino all'8 gennaio i capolavori di una stagione irripetibile Il sindaco: «Macché Titanic, l'evento è prova di grande professionalità» -

La mostra "Gli anni folli. Modigliani, Picasso e Dalì" verrà inaugurata questa sera (ore 18) a Palazzo dei Diamanti, alla presenza delle autorità. L'apertura per il pubblicosarà da domani, ore 9. L'esposizione è aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 19, fino al 8 gennaio 2012. Queste le tariffe di ingresso: Intero 10 euro, Ridotto 8,50 euro, Gruppi 8 euro, Scuole 4 euro. È prevista la prevendita contattando il Call Center Ferrara Mostre e Musei al numero: 0532/244949, fax 0532/203064, email diamanti@comune.fe.it.  

Il catalogo della mostra è edito da Ferrara Arte. In mostra sono presenti anche i seguenti servizi: accesso per disabili, deposito zaini gratuito, audioguide e bookshop ad ingresso libero. E' previsto, inoltre, un servizio di asilo per cani convenzionato, contattando il numero 380.6577711 oppure contattando il sito internet: www.ilgiardinodelduca.com. (mi.go.)  

È il giorno degli Anni Folli, la giornata di Modigliani, Picasso, Dalì e dei tanti maestri che hanno fatto della Parigi del primo dopoguerra «il posto in cui bisognava essere», per dirla con Gertrude Stein. Da oggi e fino al 8 gennaio 2012 le opere, la cultura e i sentimenti che hanno fatto della capitale francese il luogo d'elezione per le arti negli anni fra il 1918 d il 1933, vivono a Ferrara dove, a Palazzo Diamanti è allestita, con il fattivo contributo di Eni, Coop Estense, Fondazione e Carife e Parsitalia, la mostra "Gli anni folli. Modigliani, Picasso e Dalì".

Una mostra che, come ha detto il vicesindaco Massimo Maisto, «è come un museo temporaneo in cui puoi ammirare la storia della cultura del '900, e da cui si dipana una serie di percorsi». Abbiamo visitato in anteprima le dodici sale che compongono l'esposizione cercando di cogliere quello spirito che ha spinto le tre curatrici, Simonetta Fraquelli, Susan Davidson e Maria Luisa Pacelli, a occuparsi di un periodo storico-artistico tanto proficuo. Motivazioni venute grazie ad alcune precedenti esperienze espositive proprio ai Diamanti e trasformatesi in un'idea di ricerca accattivante. È così che la Parigi degli anni folli, quasi una «Firenze del Rinascimento o, per dirla con De Chirico, come l'Atene dei tempi di Pericle, è la città dell'arte e dell'intelletto per eccellenza» come ha spiegato ieri Pacelli.  

Dodici le sale a scandire altrettante sezioni tematiche: il visitatore è accolto dai maestri ottocenteschi che, ancora in questo periodo, costituiscono il riferimento culturale ed artistico: Renoir e Monet. Nelle opere dei due maestri si ravvisano le tendenze anticipatrici dei percorsi intrapresi in seguito: la rilettura dell'arte classica in chiave moderna da un lato e una rappresentazione della natura al limite dell'astrazione dall'altra. In questo periodo è Montparnasse a farla da padrona nello scenario parigino: qui nasce la famosa Ecole de Paris attorno cui si muovono alcuni fra i maggiori artisti del tempo: fra questi Modigliani (il cui Nudo è il logo della mostra) Soutine, Chagall, Calder, Newinson, protagonisti della seconda sala. Il richiamo alla luce del Sud è protagonista della terza sala, mentre l'evoluzione del cubismo è al centro delle opere della quarta sezione. In essa figurano alcuni autentici capolavori di Picasso e Braque, quest'ultimo fortemente influenzato dagli eventi della guerra.
Se Mondrian e Calder sono protagonisti della quinta sala, è il teatro a farla da padrone nella sala successiva. Qui sono esposti gli straordinari costumi dei balletti russi e svedesi, protagonisti della stagione di rilancio dell'arte teatrale. Non manca un'intera sala dedicata al genio artistico femminile (tra tutte spicca Tamara de Lempicka) e una sulla Tour Eiffel, simbolo di progresso. Le ultime due sezioni si soffermano sugli ultimi anni, quelli che vedono la nascita del Dada e del Surrealismo. Se, oggi, Ferrara Arte offre alla città la possibilità di godere di eventi come questi è grazie alla forte credibilità ottenuta in questi anni, come ha sottolineato il sindaco Tagliani. «Leggendo i giornali ogni giorno verrebbe da dire che gli anni folli sono quelli che viviamo oggi. Oggi non festeggiamo, come sul Titanic, con l'ultimo ballo: dietro le iniziative c'è un equipaggio solido, che sa guardarsi attorno con una professionalità senza eguali». La medesima professionalità che «offre al territorio la visibilità che merita», come ha sottolineato la presidente della provincia Zappaterra

Fonte La Nuova Ferrara del 10/09/2011 ed. Nazionale  p. 10

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933
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MAPPA DELL'EVENTO

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11 Set - 8 Gen 2012
Categoria : Arte Cultura
Localita : Corso Ercole I d'Este, 21 – Ferrara Ferrara
Tel: 0532244949

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