E' la prima volta che si vede un produttore e artista affermato che offre all'interno del proprio album uno spazio ad altri artisti, i quali anche se ancora non sono famosi, un' opportunità per poter crescere e far carriera.
In questo album di Mario Biondi composto da 20 brani, 13 inediti, 7 cover, l'artista incontra 20 artisti del mondo della musica soul e jazz sia italiana che internazionale i quali sono coinvolti nel progetto dando all'album grande versalità e dinamicità con degl stili che variano tra il soul, il jazz con influenze r&b e lounge, e sonorità bossanova vicine al brazilian soundsound.
Un progetto davvero notevole e inaspettato se si pensa che arriva da un artista di grande livello come Mario Biondi il quale a solo un anno di distanza dal primo album “Yes You'' ha prodotto un nuovo album e che ha riscosso un successo senza precedenti con il suo tour estivo. Inoltre con soli due album di inediti e due raccolte live, ha venduto oltre 600 mila copie, conquistato 9 dischi di platino e il primo posto con “If” della classifica iTunes come miglior album del 2010.
Se non lo conosci pensi si tratti di un cantante nero. Invece Mario é bianco e siciliano di Catania. La prima collaborazione tra la Schema e Mario Biondi avviene nel 2004, quando insieme al produttore Alessandro Magnanini, danno vita alla pubblicazione a nome di Was-A-Bee del singolo ' This Is What You Are', ed é subito un grande successo. Inizia così un periodo di intensa collaborazione tra l'artista ed il produttore Luciano Cantone, il quale coinvolge nel progetto il trombettista Francesco Bosso, vincitore di importanti trofei nella categoria giovane talento Italiano. Bosso ne rimane entusiasta a tal punto da coinvolgere il suo gruppo e di far arrangiare i brani a Luca Mannutza e Pietro Ciancaglini.
Oltre al già citato Fabrizio Bosso, la frontline degli High Five Quintet comprende il tenorista Daniele Scannapieco, vincitore del Django d'Or 2003, affermato nel panorama del jazz internazionale grazie alle collaborazioni con Dee Dee Bridgewater e Henri Salvador, mentre Luca Mannutza, Pietro Ciancaglini e Lorenzo Tucci, rispettivamente al pianoforte, contrabbasso e batteria, costituiscono una ritmica solida e compatta, dotata di ottimo interplay, capace di creare geometrie articolate e raffinati accompagnamenti sui quali i due solisti possono esprimere al meglio le loro pirotecniche potenzialità .
Mario Biondi nasce a Catania il 28 gennaio 1971. Il cammino professionale, i tanti anni di gavetta in giro per l'Italia e i grandi successi ottenuti, fanno di Mario Biondi un artista molto più simile per esperienze artistiche ai colleghi d'oltreoceano piuttosto che a quelli italiani.
Fin da piccolo dimostra una grandissima passione per la musica ispirato anche dal papà Stefano, noto cantante in ambito locale, tanto che già a 12 anni inizia il suo percorso artistico come cantante gospel. Appassionato di musica soul, forgia il suo particolare timbro vocale ascoltando i dischi di personaggi come Lou Rawls, Al Jarreau e Isaac Hayes. Proprio per questa sua passione si perfeziona nella lingua inglese, che diventa la lingua con cui canterà i suoi più grandi successi.
Turnista nelle sale di registrazione per etichette di nicchia, dal 1988 inizia a fare da spalla a celebri nomi della musica internazionale come Ray Charles.
La svolta arriva nel 2004 con This is what you are. Il singolo era stato pensato per il mercato giapponese, ma arriva anche sul tavolo delle radio europee. Il famoso DJ inglese Norman Jay lo inserisce a sorpresa nella scaletta del suo programma alla BBC1 e la voce di Mario, prima ancora del suo nome, si diffonde in tutto il vecchio continente. Fin dagli inizi della sua carriera arrivano importanti riconoscimento in Italia e all'estero come testimonia il premio dell'associazione UK-Italy Business del Consolato britannico.
Nel 2006 incide con gli High Five Quintet,il suo primo album, Handful of Soul, disco che lo porta alla ribalta facendogli conquistare, dopo soli tre mesi, un disco di platino (100 mila copie vendute) e conquistandone altri due dopo poco tempo . Nello stesso anno partecipa al progetto benefico dedicato all'artista Alex Baroni Alex - Tributo ad Alex Baroni interpretando il brano L'amore ha sempre fame.
Nel 2007 partecipa come ospite al Festival di Sanremo, duettando con Amalia Grè nel brano Amami per sempre. Nello stesso anno pubblica il singolo intitolato No Matter, in collaborazione con il DJ Mario Fargetta. Sempre nel 2007 vince diversi premi: "The Voice Venice Music Awards", il premio "Mia Martini" e il premio "Musica & Dischi" per l'album più venduto dell'anno.
La sua carriera vanta numerose collaborazioni importanti come il duetto con Ornella Vanoni nel brano Cosa Mi Importa, (incluso nel nuovo album della signora della canzone italiana Una bellissima ragazza) e come quello con il gruppo vocale Neri Per Caso nel brano What a Fool Believes.
Nel novembre 2007 viene pubblicato il doppio album live registrato al Teatro Smeraldo di Milano con la Duke Orchestra, I love you more - Live, con il quale arriva a vendere oltre 100 mila copi aggiudicandosi nuovamente il disco di platino. Nel disco è inclusa anche una versione di Just the way you are, brano del 1978 di Billy Joel e interpretato anche da Barry White.
Nel 2008 viene coinvolto dalla Walt Disney nel progetto del remake del film d'animazione Gli Aristogatti. Mario è interprete di due brani della colonna sonora: Everybody wants to be a cat ("Tutti quanti voglion fare il jazz") e Thomas O'Malley ("Romeo il gatto del Colosseo").
Nello stesso periodo collabora in diversi appuntamenti live con una serie di artisti di fama internazionale: dai Tower of Power a Dionne Warwick, da Burt Bacharach a Joe Sample & The Crusaders, da Carol Welsman a Michael Baker, da Michael Bolton a Anggun.
Nel febbraio del 2009 è di nuovo ospite al Festival di Sanremo dove duetta con Karima Ammar (in gara nella sezione giovani) nella canzone Come in ogni ora accompagnati al pianoforte da Burt Bacharach. Sempre nel 2009 Mario Biondi interpreta Trinity (Lo chiamavano Trinità), celebre colonna sonora dell'omonimo film cult del 1970 firmata da Franco Micalizzi. Prosegue le collaborazioni con grandi nomi della musica italiana: Renato Zero lo sceglie per un duetto con lui nel brano Non smetterei più, contenuto nel nuovo album Presente.
Mario Biondi, con il suo timbro vocale decisamente riconoscibile, è riuscito a rendere la musica soul jazz calda e passionale, interpretandola con accenti ironici.
9 marzo Varese, Teatro Mario Apollonio
13 marzo Bologna, Auditorium Teatro Manzoni
14 marzo Torino, Teatro Colosseo
17 marzo Cesena, Carisport
27 marzo Catania, Teatro Metropolitan
3 aprile Bergamo, Teatro Creberg
4 aprile Milano, Teatro degli Arcimboldi
20 aprile Rimini, Teatro Novelli