Dopo essere andato in scena nel marzo scorso a Roma ed essersi guadagnato il Premio della critica come migliore spettacolo dell´anno, "La resistibile ascesa di Arturo Ui" di Bertolt Brecht con la regia di Claudio Longhi, prodotto da Emilia Romagna Teatro e dal Teatro di Roma, con protagonista l´eccezionale Umberto Orsini, si appresta ad avviare una lunga tournée che lo porterà in vari palcoscenici regionali. Ormai concluse le repliche al Teatro Storchi di Modena, dove rimane fino al 13 novembre, lo spettacolo è infatti programmato al Teatro Bonci di Cesena (19-20 novembre), al Rossini di Lugo (dal 29 al 2 dicembre), a Mirandola (3 dicembre), al Municipale di Piacenza (6-7 dicembre) e all´Alighieri di Ravenna dal 2 al 5 febbraio 2012.
Tipica parabola brechtiana sul potere, "La resistibile ascesa di Arturo Ui" mostra la Berlino degli anni Trenta sotto la dittatura nazista, trasferita a Chicago, dove il mercato dei cavolfiori prospera all´ombra sinistra del gangster Arturo Ui, chiara maschera satirica di Adolf Hitler. Scritta tra il 1940 e il ´41 dall´esilio finlandese, Brecht definirà in seguito l´opera una "farsa storica", dato il piglio ironico, salace ed allo stesso tempo "epico" con cui essa ricostruisce la tragicomica epopea di una banda scalcagnata, in una città corrotta; anche questi sono riferimenti alla dissestata situazione economico-politica nella Germania dello stesso periodo.
Con Umberto Orsini assoluto protagonista nel ruolo del titolo, affiancato da una troupe giovane e affiatata, lo spettacolo intende assecondare pienamente l´ispirazione grottesca del copione, e conferisce al racconto una dimensione "circense", con "numeri" brevi ed incisivi e con una serie rocambolesca di fatti di cronaca narrati e messi alla berlina. La parabola prende così la forma di una "rivista" briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato.
Inoltre, l´evocazione, legittimata dallo stesso autore, d´un modello teatrale di peso come il chronicle play shakespeariano (alla Riccardo III), riferimento classico presente nella riscrittura "comico-realistica" di Brecht come ideale pendant per un confronto parodico, è utile per la definizione del repertorio in cui l´autore prevede che la propria pièce vada inserita: quello del "grotesque" - o del "burlesque", e questo in un consapevole dialogo, appunto, con i classici. E´ un genere, questo, che Brecht conosce bene e interpreta magistralmente fin dai tempi dell´Opera da tre soldi, geniale parodia d´un burlesque vero e proprio, The Beggar´s Opera di John Gay, a sua volta parodia del melodramma italiano.
In questo fantasioso gioco di specchi non deve mancare l´esaltazione di un aspetto particolare, spesso misconosciuto, dell´opera e dell´autore, ossia la vocazione, ardita e buffa insieme, al "surreale", cui il copione, seppure steso con piglio materialista e apodittico, comunque non sfugge. Arturo Ui è infatti anche una versione fantasmagorica, moralistica senza miopie e brillante senza compiacimenti, dell´antico adagio della legge del più forte e del più astuto, quello continuamente riscritto in modi diversi ma analoghi dai commediografi di ogni epoca, da Plauto in poi; così, un po´ come nel nostro Candelaio, rutilante fantasia sul mondo delle ribalderie protobarocche, in Arturo Ui non mancano né i momenti puramente carnascialeschi né i cantucci chiaramente destinati alla riflessione "straniata", utili "controcampi" da cui guardare ai fatti grotteschi rappresentati sulla scena e chiarirsi le idee, prima di continuare, più consapevoli, a ridere.
Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Hans-Dieter Hosalla, eseguite dal vivo, delle scene di Antal Csaba e dei costumi di Gianluca Sbicca.
Teatro Alessandro Bonci - Piazza Guidazzi, 8 - 47521 Cesena - Tel. 0547 355911 - Fax 0547 355910 - info@teatrobonci.it
Locandina:
di Bertolt Brecht
musiche originali di Hans-Dieter Hosalla
traduzione Mario Carpitella
con Umberto Orsini
e con (in ordine alfabetico) Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis
regia Claudio Longhi
dramaturg Luca Micheletti
scene Antal Csaba
costumi Gianluca Sbicca
luci Paolo Pollo Rodighiero
assistente alla regia Giacomo Pedini
Date e Info: da giovedì 17 a sabato 19 novembre 2011 ore 21, domenica 20 novembre 2011 ore 15,30
Compagnia: Associazione Teatro di Roma, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione
Prezzi: promozione speciale scuole superiori €10
Scheda:
Fresco di un clamoroso successo di pubblico e critica al debutto primaverile nella città di Roma (in scena con un tutto esaurito dal 29 marzo al 29 aprile), LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI, prodotto da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma, è la nuova messa in scena della farsa storica composta da Brecht nel 1941, durante l'esilio, per raccontare, in piena Guerra Mondiale, le origini del grande male, ovvero l'ascesa al potere di Adolf Hitler.
Grazie a una cifra intelligente e allegra, raffinata e insieme popolare, la regia di Claudio Longhi evita intellettualismi e piglio accademico traducendo il testo in una "rivista" di "numeri" caustici ma briosi: uno stato di grazia che finalmente restituisce Brecht alla dimensione di grande classico, capace in ogni epoca di parlare al presente.
Protagonista della scena è uno straordinario Umberto Orsini alla testa di un gruppo di giovani pieni di talento.
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI è una parabola tragicomica sull’avvento del nazismo nella Germania dei tardi anni '20 e dei primi anni '30: Brecht, quando ormai la Seconda Guerra Mondiale si sta combattendo da due anni, sceglie di tornare alle origini di uno sfacelo politico che sta provocando milioni di vittime e che a lui costa, da nove anni, l’esilio. Indagando i meccanismi perversi del potere e della demagogia costruisce un allucinato e macabro affresco che ambienta, allegoricamente, non nell' Europa teatro reale del disastro ma oltreoceano, in una fantastica Chicago, dove ripercorre l’ascesa criminale di Al Capone rappresentato come l' immaginario gangster Arturo Ui, alle prese con il racket dei cavolfiori.
In filigrana al percorso violento e irresistibile del celebre capomafia affiorano le tappe in cui Hitler ha costruito il suo abnorme potere.
Attraverso un apologo feroce e violento sull’intreccio terribile e puntuale di economia e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa, Brecht svela "un meccanismo di potere criminale e di tecniche di manipolazione comuni a tutte le resistibili ascese di dittatori e aspiranti dittatori: da Hitler a Al Capone, da Stalin a Gheddafi" (Curzio Maltese, La Repubblica).
"il merito principale dell'Arturo Ui di Orsini è di sottrarre Brecht alla tirannide delle mode e restituirlo alla dimensione di classico, ovvero di autore dell'eterno presente [...] Oggi si può tornare a rappresentare uno dei più grandi drammaturghi del Novecento con un altro sguardo, più profondo, universale, moderno." Curzio Maltese, La Repubblica
"Un grande Umberto Orsini" "Dieci vivacissimi giovani" Masolino D'Amico, La Stampa
"Uno straordinario Umberto Orsini" Francesca De Sanctis, l'Unità
"Una grande farsa" Rita Sala, Il Messaggero
"Uno spettacolo coralmente vigoroso" Giuseppe Distefano, Il Sole 24 ore.com