HISTRIONICA. IL TEATRO ANTICO VA IN SCENA A RAVENNA, IN SAN NICOLÒ Dal 20 marzo, una grande mostra archeologica racconta teatri, maschere e spettacoli nel mondo romano, con bellissimi reperti provenienti dall’area vesuviana e dall’Emilia-Romagna
Istrione, chi è costui? Sfogliando un qualsiasi dizionario, istrione è chi si comporta in modo teatrale e fin troppo plateale. Nell’uso corrente il termine finisce per assumere anche sfumature negative. Ma quando si torna all’elemento naturale dell’istrione, il teatro, allora è tutta un’altra storia. Istrioni sul palcoscenico sono stati Carmelo Bene e Vittorio Gassmann. Il loro testimone è oggi nelle mani di Dario Fo, Paolo Poli o Gigi Proietti. Mentre istrioneschi sono alcuni personaggi immortali della drammaturgia come il Cyrano di Rostand o il Riccardo III di Shakespeare. E potremmo continuare.
Questa modernissima fascinazione del teatro, nella sua accezione classica e latina, è al centro del nuovo grande evento espositivo che la Fondazione RavennAntica, il Comune di Ravenna, la
Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna e quella di Napoli e Pompei presentano nel Complesso di San Nicolò dal prossimo 20 marzo: Histrionica. Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico. Il titolo della mostra - intrigante ed evocativo - prende le mosse proprio dal termine latino di origine etrusca histrio, che indica la figura dell’attore di teatro.
È la prima esposizione di questo tipo in Italia settentrionale: Ravenna, con il suo Parco Archeologico, fa da apripista per eventi organizzati su argomenti di ampio respiro, anche in vista dell'ormai imminente apertura del grande Museo Archeologico di Classe. L’archeologia a Ravenna propone suggestioni che sono alla base della storia del teatro moderno, patrimonio universale. E Ravenna, d’altronde, può essere a pieno titolo palcoscenico di questo evento, perché vanta una grande tradizione teatrale di cui è protagonista sin dall’antichità: una fonte tarda, infatti, relativa ai costumi dei romani, raccontava che “nel circo si comportano come la plebe romana, nel teatro si comportano come il popolo di Ravenna”.
Alziamo dunque il sipario sul teatro delle origini, con i suoi personaggi e allestimenti scenici, con le sue architetture e ritualità. Presso gli antichi, il teatro godeva di fortissima popolarità e aveva un grandissimo rilievo sociale. Il pubblico partecipava intensamente agli spettacoli, che costituivano uno dei divertimenti preferiti durante le feriae romane. Il teatro latino, diretta evoluzione di quello greco, porta a compimento e consolida tutti gli aspetti delle tecniche teatrali create nelle polis dell’Ellade, a partire dall'architettura dell'edificio di cui enfatizza alcuni aspetti.
Ogni città romana costruisce al centro del proprio spazio urbano - accanto ai templi e al foro, alle terme e agli anfiteatri per i giochi - un edificio pubblico per gli spettacoli, il teatro, un ambiente chiuso da mura perimetrali che collegano le gradinate per gli spettatori (cavea) con la scena monumentale (scaenae frons) e con il palcoscenico (pulpitum). Ma il teatro non è solo un luogo fisico, è anche drammaturgia, interpretazioni dell'attore, allestimento scenico: un mondo multiforme, fatto di danza e recitazione, canto e arte mimica, alta cultura e cultura popolare, pathos e sensualità, lacrime e grasse risate. Un divertimento di massa che noi moderni possiamo ritrovare - almeno in parte - nei concerti all’aperto e negli stadi. Nel teatro antico, tre erano i protagonisti: da una parte c’erano i grandi autori come Plauto e Terenzio con i loro testi messi in scena, dall’altra le compagnie degli attori con le loro tecniche mimiche, i variopinti costumi, le grandi maschere, gli strumenti musicali. Infine, ecco il pubblico, ovvero migliaia di spettatori che consideravano il teatro come uno dei passatempi preferiti.
Il teatro antico - che continua ad affascinarci e ad essere portato in scena anche oggi - sarà raccontato a Ravenna attraverso materiali, soprattutto di età romana, provenienti dall’area vesuviana e presenti nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, insieme a quelli prestati dai musei dell’Emilia-Romagna e in particolare dal Museo Nazionale di Ferrara, che conserva il patrimonio della necropoli di Spina, con i suoi reperti di tradizione greca legati anche alle origini del teatro. In questo modo, RavennAntica consolida le relazioni e le collaborazioni sia con la Soprintendenza di Napoli e Pompei sia con i musei regionali.
I reperti sono di grande bellezza e presentano i personaggi, gli attori e l’ambiente del teatro. Il percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni principali: i soggetti teatrali che arredavano la
casa romana; la bottega dell’arte, ovvero i modelli originali per la produzione di maschere teatrali; gli edifici teatrali; il teatro romano: la commedia, la tragedia ed i vari personaggi stereotipati
protagonisti delle opere; infine, una quinta sezione è dedicata alle origini del teatro, partendo dal mito di Dioniso.
Questi temi sono evocati con statue, mosaici, affreschi, oscilla, maschere, vasi e lucerne. In particolare, il visitatore potrà ammirare un notevole corpus di maschere legate ai generi teatrali:
oggetti che provengono, in gran parte, dagli scavi delle antiche città sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e destinati alla decorazione architettonica di edifici pubblici e domus. Non si sono purtroppo conservate maschere originali antiche, realizzate in materiali deperibili come la stoffa gessata, il legno o la pelle, corredate da parrucche di lino o di pelo, dotate di un elemento a
forma di imbuto posto in corrispondenza della bocca per amplificare la voce.
Le maschere che raffiguravano donne e vecchi avevano un colore pallido, mentre gli schiavi portavano maschere dipinte di rosso e gli uomini maschere di colorito bruno. Ma un’ampia documentazione di tutto questo proviene dalle produzioni antiche su marmo e terracotta che saranno esposte in San Nicolò. In particolare, il visitatore potrà entrare nella bottega dell’arte di un artigiano di Pompei e osservare da vicino un gruppo di quindici maschere in gesso di duemila anni fa, probabilmente erano i modelli di cui un artigiano si serviva per la realizzazione di esemplari destinati agli attori.
Oltre alle maschere, in mostra potremo ammirare due grandi statue bronzee di Livia - seconda moglie di Augusto - e del notabile L. Mammius Maximus, che adornavano l’antico teatro romano di Ercolano, una ventina di affreschi e di mosaici con rappresentazioni di maschere e di scene di teatro e, ancora, statue, oscilla, antefisse, anfore, crateri e lucerne, che ornavano le dimore
dell’aristocrazia romana. L’allestimento si annuncia suggestivo e lo spettacolo non mancherà di stupire gli appassionati di arte, di archeologia e di… teatro. In mostra c'è, infatti, una sorpresa:
l'allestimento di un vero e proprio spazio teatrale, destinato a rappresentazioni e spettacoli.
L'esposizione è un appuntamento da non perdere: il pubblico è invitato sul palcoscenico di San Nicolò dove va in scena il teatro antico, una rappresentazione davvero istrionica.
INAUGURAZIONE: Venerdì 19 marzo - ore 18.00
Ravenna - Complesso di San Nicolò, via Rondinelli 6
Durata mostra: 20 marzo - 12 settembre 2010
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30
Biglietti: intero € 4 euro, ridotto € 3
Histrionica. Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico Ravenna
Complesso di San Nicolò -Via Rondinelli 6 20 marzo - 12 settembre 2010
www.histrionica.it
www.ravennantica.it
Per informazioni o prenotazioni: tel. 0544-213371 o 0544-36136
HISTRIONICA. IL TEATRO ANTICO
VA IN SCENA A RAVENNA, IN SAN NICOLÒ
Dal 20 marzo, una grande mostra archeologica racconta teatri, maschere e
spettacoli nel mondo romano, con bellissimi reperti provenienti dall’area
vesuviana e dall’Emilia-Romagna
Istrione, chi è costui? Sfogliando un qualsiasi dizionario, istrione è chi si comporta in modo teatrale
e fin troppo plateale. Nell’uso corrente il termine finisce per assumere anche sfumature negative. Ma
quando si torna all’elemento naturale dell’istrione, il teatro, allora è tutta un’altra storia. Istrioni sul
palcoscenico sono stati Carmelo Bene e Vittorio Gassmann. Il loro testimone è oggi nelle mani di
Dario Fo, Paolo Poli o Gigi Proietti. Mentre istrioneschi sono alcuni personaggi immortali della
drammaturgia come il Cyrano di Rostand o il Riccardo III di Shakespeare. E potremmo continuare.
Questa modernissima fascinazione del teatro, nella sua accezione classica e latina, è al centro del
nuovo grande evento espositivo che la Fondazione RavennAntica, il Comune di Ravenna, la
Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna e quella di Napoli e Pompei presentano nel
Complesso di San Nicolò dal prossimo 20 marzo: Histrionica. Teatri, maschere e spettacoli nel
mondo antico. Il titolo della mostra - intrigante ed evocativo - prende le mosse proprio dal termine
latino di origine etrusca histrio, che indica la figura dell’attore di teatro.
È la prima esposizione di questo tipo in Italia settentrionale: Ravenna, con il suo Parco
Archeologico, fa da apripista per eventi organizzati su argomenti di ampio respiro, anche in vista
dell'ormai imminente apertura del grande Museo Archeologico di Classe. L’archeologia a Ravenna
propone suggestioni che sono alla base della storia del teatro moderno, patrimonio universale. E
Ravenna, d’altronde, può essere a pieno titolo palcoscenico di questo evento, perché vanta una
grande tradizione teatrale di cui è protagonista sin dall’antichità: una fonte tarda, infatti, relativa ai
costumi dei romani, raccontava che “nel circo si comportano come la plebe romana, nel teatro si
comportano come il popolo di Ravenna”.
Alziamo dunque il sipario sul teatro delle origini, con i suoi personaggi e allestimenti scenici, con le
sue architetture e ritualità. Presso gli antichi, il teatro godeva di fortissima popolarità e aveva un
grandissimo rilievo sociale. Il pubblico partecipava intensamente agli spettacoli, che costituivano
uno dei divertimenti preferiti durante le feriae romane. Il teatro latino, diretta evoluzione di quello
greco, porta a compimento e consolida tutti gli aspetti delle tecniche teatrali create nelle polis
dell’Ellade, a partire dall'architettura dell'edificio di cui enfatizza alcuni aspetti. Ogni città romana
costruisce al centro del proprio spazio urbano - accanto ai templi e al foro, alle terme e agli
anfiteatri per i giochi - un edificio pubblico per gli spettacoli, il teatro, un ambiente chiuso da
mura perimetrali che collegano le gradinate per gli spettatori (cavea) con la scena monumentale
(scaenae frons) e con il palcoscenico (pulpitum). Ma il teatro non è solo un luogo fisico, è anche
drammaturgia, interpretazioni dell'attore, allestimento scenico: un mondo multiforme, fatto di danza
e recitazione, canto e arte mimica, alta cultura e cultura popolare, pathos e sensualità, lacrime e
grasse risate. Un divertimento di massa che noi moderni possiamo ritrovare - almeno in parte - nei
concerti all’aperto e negli stadi. Nel teatro antico, tre erano i protagonisti: da una parte c’erano i
grandi autori come Plauto e Terenzio con i loro testi messi in scena, dall’altra le compagnie degli
attori con le loro tecniche mimiche, i variopinti costumi, le grandi maschere, gli strumenti
musicali. Infine, ecco il pubblico, ovvero migliaia di spettatori che consideravano il teatro come
uno dei passatempi preferiti.
Il teatro antico - che continua ad affascinarci e ad essere portato in scena anche oggi - sarà raccontato
a Ravenna attraverso materiali, soprattutto di età romana, provenienti dall’area vesuviana e presenti
nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, insieme a quelli prestati dai musei
dell’Emilia-Romagna e in particolare dal Museo Nazionale di Ferrara, che conserva il patrimonio
della necropoli di Spina, con i suoi reperti di tradizione greca legati anche alle origini del teatro. In
questo modo, RavennAntica consolida le relazioni e le collaborazioni sia con la Soprintendenza di
Napoli e Pompei sia con i musei regionali.
I reperti sono di grande bellezza e presentano i personaggi, gli attori e l’ambiente del teatro. Il
percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni principali: i soggetti teatrali che arredavano la
casa romana; la bottega dell’arte, ovvero i modelli originali per la produzione di maschere teatrali;
gli edifici teatrali; il teatro romano: la commedia, la tragedia ed i vari personaggi stereotipati
protagonisti delle opere; infine, una quinta sezione è dedicata alle origini del teatro, partendo dal
mito di Dioniso.
Questi temi sono evocati con statue, mosaici, affreschi, oscilla, maschere, vasi e lucerne. In
particolare, il visitatore potrà ammirare un notevole corpus di maschere legate ai generi teatrali:
oggetti che provengono, in gran parte, dagli scavi delle antiche città sepolte dall'eruzione del
Vesuvio nel 79 d.C. e destinati alla decorazione architettonica di edifici pubblici e domus. Non si
sono purtroppo conservate maschere originali antiche, realizzate in materiali deperibili come la
stoffa gessata, il legno o la pelle, corredate da parrucche di lino o di pelo, dotate di un elemento a
forma di imbuto posto in corrispondenza della bocca per amplificare la voce. Le maschere che
raffiguravano donne e vecchi avevano un colore pallido, mentre gli schiavi portavano maschere
dipinte di rosso e gli uomini maschere di colorito bruno. Ma un’ampia documentazione di tutto
questo proviene dalle produzioni antiche su marmo e terracotta che saranno esposte in San Nicolò. In
particolare, il visitatore potrà entrare nella bottega dell’arte di un artigiano di Pompei e
osservare da vicino un gruppo di quindici maschere in gesso di duemila anni fa, probabilmente
erano i modelli di cui un artigiano si serviva per la realizzazione di esemplari destinati agli attori.
Oltre alle maschere, in mostra potremo ammirare due grandi statue bronzee di Livia - seconda
moglie di Augusto - e del notabile L. Mammius Maximus, che adornavano l’antico teatro
romano di Ercolano, una ventina di affreschi e di mosaici con rappresentazioni di maschere e
di scene di teatro e, ancora, statue, oscilla, antefisse, anfore, crateri e lucerne, che ornavano le dimore
dell’aristocrazia romana. L’allestimento si annuncia suggestivo e lo spettacolo non mancherà di
stupire gli appassionati di arte, di archeologia e di… teatro. In mostra c'è, infatti, una sorpresa:
l'allestimento di un vero e proprio spazio teatrale, destinato a rappresentazioni e spettacoli.
L'esposizione è un appuntamento da non perdere: il pubblico è invitato sul palcoscenico di San
Nicolò dove va in scena il teatro antico, una rappresentazione davvero istrionica.
Histrionica. Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico
Ravenna - Complesso di San Nicolò -Via Rondinelli 6
20 marzo - 12 settembre 2010
www.histrionica.it
www.ravennantica.it
Uffici Stampa:
Fondazione RavennAntica: Raffaella Branzi Maltoni
tel. 0544.36136 / Cell. 335.1428176; press@ravennantica.org
Skira: Lucia Crespi
tel. 02.89415532 / 02.89401645; lucia@luciacrespi.it