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Gli Statuti di Porto Cesenatico

L'afflusso sempre più consistente di mercanti e l'attività intensa del nuovo porto portano alla necessità di stabilire regole specifiche che all'inizio trovano posto con sei articoli, all'interno degli Statuti di Cesena pubblicati e stampati per la prima volta nel 1494.

Statuti Porto Cesenatico

Statuti Porto di Cesenatico

Uno di questi articoli prevedeva che ogni abitante della città dovesse lasciare nel suo testamento 10 soldi per la manutenzione del porto; ancora, si prevedeva nel porto uno ' ius summarium mercatorium', una specie di rito abbreviato per risolvere le controversie tra mercanti.
Il Governatore di Cesena Giacomo Serra, nel 1498 dota di autonomi statuti il Porto. Lo Statuta Portus Caesenatici é oggi conservato presso la Biblioteca Malatestiana, pubblicato a stampa per la prima volta nel 1589 in coda alla successiva edizione degli Statuti di Cesena. Sono 24 capitoli, all'ultimo dei quali viene specificato che ' nei casi non previsti si devono osservare gli Statuti di Cesena'.

Malatesta Novello porta Cesena ad essere sede di una vera propria corte rinascimentale che segna anche per Porto Cesenatico un periodo di intensa attività , con un susseguirsi di relazioni, soluzioni tecniche anche innovative testimoniate nei verbali del Consiglio Generale e del Consiglio degli Anziani di Cesena. Nel 1465 la Chiesa coglie l'occasione di riottenere il dominio su Cesena alla morte, senza eredi, di Malatesta Novello.

Intanto Porto Cesenatico si era trovato uno scomodo vicino: Cervia, passata stabilmente ai Malatesta dal 1433 e ceduta nel 1463 da Malatesta Novello, oberato dai debiti, alla Repubblica di Venezia.
Infatti Venezia cercherà in ogni modo di ostacolare i commerci del vicino porto concorrente, provocando incidenti.

Tra 1499 e 1501 Cesare Borgia riconquista le città romagnole, spodestando le signorie rimaste. Dopo questo primo compito di carattere militare, si preoccuperà del suo nuovo ducato, la Romagna dotandolo di infrastrutture civili e militari: il diffondersi delle armi da fuoco, ai primi Cinquecento rendeva necessaria una riprogettazione delle fortificazioni avvalendosi di un valente architetto e ingegnere, al quale affidare questo non facile compito: ' Maestro Francesco Spezante', che ' aconzò le strade, porti e fiumo, fo condutto dal duca a Cesena questo anno e conzonò la via nova [cioé la via da Cesena a Cesenatico] e alquante altre',sempre Fantaguzzi scrive che 'lo ingegnero del duca volea condurre le barche dal Cesenatico a Cesena'.

Leonardo e Borgia

Il Duca dovette ben presto cercarsi un nuovo ingegnere con progetti meno ambiziosi e più affidabile, perchè ' fo incarcerato e poi s'andò con Dio'. Cesare Borgia aveva conosciuto Leonardo da Vinci durante l'occupazione di Milano dal parte de Re di Francia Luigi XII,e probabilmente all'inizio dell'estate 1502, decide di affidare a Leonardo un compito che é scritto in una ' lettera patente' in cui vi si legge: ' Commettemo et Commandamo che al nostro Prestantissimo et Dilettissimo Familiare Architetto et Ingegnero Generale Leonardo da Vinci d'essa ostensore, el quale de nostra Commissione ha da considerare li Lochi et Forteze e li Stati nostri, Ad ciò che secundo la loro exigentia ed suo indico possiamo provederli. Debiano dare per tutto passo libero da qualunque publico pagamento per sè, et li soi, Amichevoli recepto et lassarli vedere, mesurare, et bene extimare quanto vorrà '.

Come riferisce Giuliano Fantaguzzi nel settembre 1502, quando il Duca é a Imola, insieme a Leonardo, e ' contento e di gran bona voglia; volea fare a Cesena: palazo, canale, rota, studio... piaza in forteza, agrandare Cesena, fontana in piaza, duchessa, corte a Cesena, fare el porto Cesenatico'.

Giordano Conti conferma inoltre che Leonardo non é il 'progettista' del Porto Canale di Cesenatico, dove già all'epoca di Malatesta Novello erano state realizzate soluzioni che verranno a lui attribuite. Egli, come a Cesena e in altre città romagnole, eseguì quanto il Duca aveva indicato nella 'lettera patente': ' vedere, mesurare, et bene extimare'. Questa la chiave di un viaggio che é essenzialmente una ricognizione, una raccolta di dati in vista di una progettazione futura di opere di fortificazione nei domini del Valentino.

Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena

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