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La situazione sociale

La maggior parte della popolazione di Cesenatico continua a condurre esistenze ancora dominate dall'analfabetismo, dalla miseria, dalle malattie. Dal 1791 al 1817 le case a Cesenatico passano da 161 a 413; la popolazione le persone da 2371 a 3173 nel 1835, vi sono nel porto ogni anno 4.000 movimenti di barche da pesca e 200 di barche da trasporto.

Situazione Sociale Cesenatico

A fine Ottocento venne rilevata nella zona di Cesenatico la presenza endemica di malattie come la malaria, la tubercolosi, la pellagra: ' tre malanni che a Cesenatico hanno l'impero', come scrive il dott. Ginesio Marconi, ufficiale sanitario a Cesenatico dal 1893 al 1917 (al quale é oggi dedicato l'ospedale cittadino). Nel periodo 1893-1905, il numero dei bambini morti entro i 10 anni di età é ben superiore al 50% dei nati, le condizioni igieniche precarie, oltre alle malattie endemiche, favoriscono anche epidemie che colpiscono Cesenatico con violenza, come nel caso del colera.

A Cesenatico si susseguono diverse epidemie di colera, che passano e scompaiono misteriosamente, lasciando la gente, ignorante delle reali cause e con il sospetto, come già era accaduto per la peste, di una causa stabilita dall'alto.

A Cesenatico il primo caso é segnalato il 1 agosto 1836, l'inizio della prima epidemia di colera che scompare il 12 ottobre, lasciando 37 morti.
Così il dott. Ginesio Marconi(1856-1917) inizia la sua Relazione sulle condizioni igienico-sanitarie di Cesenatico -' Per fare una relazione coscienziosa sono costretto a dire tutta la verità , sia pure una verità incresciosa tanto per chi la dice, che per chi la deve ascoltare' ?
Marconi pubblicherà nel 1916 una Relazione sanitaria per l'Ospedale di Cesenatico, che iniziava con la frase 'Per l'igiene e per la decenza si prega di far chiudere questo Ospedale'. Questi scritti, compresi anche quelli su Clima e spiaggia di Cesenatico (1905 e 1914), mettono in evidenza la complessità di Cesenatico, sospesa tra sviluppo e arretratezza, ancora con latrine nei cortili e malattie endemiche nelle campagne.
Marconi scrive di ' esercenti che vorrebbero vendere sostanze alimentari avariate, falsificate, vini adulterati, cicoria per caffé, pesce fradicio, baccalà puzzolente, frutti immaturi o guasti, latte annacquato, affitar case e camere in condizioni luride' indicando la necessità di un adeguato sistema fognario: ' quella zona dove sono distribuite le ghiacciaie per la conservazione del pesce, lascia molto, anzi troppo a desiderare in quanto a nettezza. La scarsezza dell'acqua, la mancanza del rapido deflusso e di fognatura per smaltire quella adoperata per la manipolazione del pesce, la deficiente pulizia dei luoghi di lavoro rendono l'aria del rione addirittura nauseante'; ' in via Squero, specie di fronte alla non mai abbastanza detestata casa Malghera, presentasi un largo panorama di buche di letame, che non ha niente da invidiare a quanto altri ha veduto nei tukul dei abissini'.

Tuttavia i problemi più gravi vengono evidenziati nelle campagne, dove esistono ' umili stamberghe per lo più di un solo vano, quasi sempre senza finestra, senza solaio o assito e senza soffitto, dove sono accalcate le 8-10 persone della famiglia, che soffocano d'estate e intirizziscono d'inverno [...]. Tra gli individui che così vivono serpeggia la tubercolosi, il rachitismo, la scrofola e la pellagra'.

La pellagra era una malattia che colpiva chi era costretto ad alimentarsi esclusivamente di granturco, e conduceva spesso alla pazzia: in 17 anni partono da Cesenatico per il manicomio di Imola ben 25 pellagrosi. La tubercolosi si aggiunge alla pellagra, ' altro potente tarlo di questa popolazione, che ogni anno paga un largo contributo a questa infezione'-'l'ideale dell'igiene sarebbe il miglioramento della case, il loro sfollamento, un'alimentazione sana e abbondante per ogni individuo'.

Ben più lunga e mortale é la seconda epidemia, che persiste per quasi tutto il 1855,(150 morti). Tra agosto e settembre del 1910, l'ultima epidemia di colera colpisce 24 persone e fa 17 morti.

Questa situazione di miseria e malattia non poteva che accompagnarsi all' analfabetismo: nel 1876 un bambino su quattro andava a scuola.
Finalmente nel 1876 la Giunta al Consiglio Municipale dedica all'istruzione pubblica un intero capitolo della relazione, su 804 studenti, solamente 211 frequentano la scuola,una tabella, divisa nelle varie località del territorio di Cesenatico ed ulteriormente tra i residenti in centro e in campagna in cui vi si indicano anche le cause del mancato assolvimento dell'obbligo: ' per malattia o difetti fisici; per distanza od altro impedimento naturale; per povertà assoluta; per incuria de parenti'.

La Giunta riferisce di avere sostituito le medaglie, con cui erano premiati gli alunni più meritevoli, con ' un fondo su libretti di credito non esigibile prima della maggiore età ': al simbolismo della medaglia Cesenatico preferiva un concreto sostegno economico. Per tutti gli studenti vengono poi previste facilitazioni per ' comperare libri e quaderni di calligrafia'.

La Lega per l'istruzione popolare, fondata il 21 novembre 1876 aveva tra i suoi scopi ' istruire ed educare il Popolo', attraverso due corsi, serali e festivi, uno inferiore e uno superiore. Inoltre 'si avvisava' ' nè mancheranno di tanto in tanto letture fatte in comunione a tutte le classi e concernenti l'igiene, la morale, i diritti e i doveri dei cittadini, tutte cose coteste più che indispensabili per chi non vuol essere indegno di un viver libero e civile'.

Altro intendimento della Lega era l'istituzione di una ' Biblioteca Popolare Circolante', uno degli strumenti principali in quegli anni per 'l'educazione del popolo'. Anche nell'Asilo Infantile la frequenza era salita da 28 bambini ad oltre cento in meno di tre anni.

Nel 1877 la Giunta propone la costruzione di una scuola nel capoluogo, nell'ambito di un programma di opere pubbliche per le quali si intende richiedere un mutuo alla Cassa dei Depositi e Prestiti. Motivando la proposta come segue:
- Nei secoli scorsi profonde ansi tesori per innalzare templi, chiostri, santuari. L'epoca nostra più saggia e avveduta reclama la edificazione dei templi della civiltà , dei santuari dell'istruzione. Alla contemplazione é succeduto il lavoro,"al misticismo la didattica, alla preghiera la scienza, al chiostro la scuola. I nostri figli non sono destinati ad essere asceti inerti, o queruli mendicanti della melodia, ma cittadini operosi e socievoli di un paese libero e grande. Abbia dunque anche Cesenatico la Casa per l'istruzione, come ha da secoli la chiesa per la preghiera, come ha da non molto tempo il tempio delle muse gentili e procaci-.

Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena

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