Attraverso annotazioni del taccuino di viaggio di Leonardo, un piccolo libretto di 94 fogli, identificato nel corpus dei manoscritti leonardeschi come Codice L, si può ricostruire il suo viaggio in Romagna.
Conservato a Parigi, alla Bibliothèque de l'Institut de France, il codice é con altri manoscritti di Leonardo (una riproduzione del codice é conservata presso la Biblioteca Comunale di Cesenatico). Nel Codice L si trovano diverse pagine dedicate allo studio del volo degli uccelli, che permisero a Leonardo di progettarela prima 'macchina volante'.
Nelle pagine vi sono annotate, idee, riflessioni, schizzi di progetti, nella sua tipica scrittura, simile a quella degli intellettuali del suo tempo (la umanistica corsiva), ma rovesciata da destra a sinistra.
Il taccuino, iniziato da Leonardo a Milano, viene riempito in gran parte durante il viaggio in Romagna al servizio di Cesare Borgia.
Il 30 luglio é ancora a Urbino, e il 1 agosto a Pesaro. L'8 agosto, a Rimini, annota l'armonia delle cadute d'acqua della fontana cosiddetta 'della Pigna', nell'attuale Piazza Cavour. Il 10 e il 15 agosto é a Cesena, dove esegue alcuni schizzi rilevando anche il tracciato delle mura. Il 6 settembre é a Cesenatico.
Dopo una possibile sosta a Faenza, Leonardo arriva a Imola il 10 settembre e vi rimane fino al 10 dicembre, disegnandovi la famosa mappa della città .
Sul taccuino di Leonardo é possibile leggere un commento poco lusinghiero sulla 'grossezza d'ingegno' dei romagnoli, colpevoli di costruire carri impediti nel movimento a causa della minore grandezza delle ruote anteriori' e ancora -' In Romagna, capo d'ogni grossezza d'ingegno, usano i carri di 4 rote, e quali n'hanno 2 dinanzi basse e due alte dirieto. La qual cosa é in gran disfavore di moto, perchè sulle rote dinanzi si scarica più peso che in su quelle dirieto'-.
A Cesenatico Leonardo compie il rilievo del porto canale, al quale aggiunge uno schizzo della città vista dall'alto della rocca. Un'altra annotazione, solo testuale, riguarda l'orientamento di Cesenatico rispetto a Cesena.
Infine, nel foglio 67 recto, dove é riportato lo studio di un ponteggio, Leonardo annota l'orientamento della Rocca di Cesenatico rispetto a Cesena: 'la rocha del porto di Cesena sta a cesena per la 4a di libecco'.
In realtà é un rilevamento inverso, della direzione cioé nella quale si vede Cesena da Cesenatico, corrispondente a circa 236 gradi (una quarta, cioé 11 gradi e 15 primi, aggiunti alla direzione di Libeccio, cioé 225 gradi).
A prova della sua abilità nell'uso della bussola per i suoi rilievi é la straordinaria mappa di Imola, con la sua perfezione che lascia ancora oggi stupiti.
Nell'estate 1502 Cesare Borgia, figlio naturale del Papa Alessandro VI e noto anche con il nome di Duca Valentino ha ormai terminato - appena ventisettenne - la riconquista della Romagna, strappandola ad una costellazione di piccole e rissose Signorie che la dominavano ancora formalmente in nome della Chiesa. Subito dopo l'abile condottiero si preoccupa di dotare il suo territorio con aggiornate infrastrutture civili e militari.
Il diffondersi delle armi da fuoco pesanti rendeva inoltre necessaria una completa revisione delle fortificazioni che risalivano ancora all'epoca medievale.
E' a questo punto che Cesare Borgia richiede l'intervento di Leonardo da Vinci che aveva avuto modo di conoscere ed apprezzarenel 1499 a Milano dove Leonardo prestava servizio alla corte di Ludovico il Moro. D'altra parte lo stesso Leonardo era in attesa di proporre le sue competenze di artista - nel senso ampio e rinascimentale del termine - ad un uomo di governo in grado di apprezzarle pienamente.
Leonardo accetta l'incarico ed alla fine del giugno 1502 é già ad Urbino al seguito dell'esercito di Cesare Borgia come " Architecto et Ingegnero Generale". L'investitura sarà successivamente "ufficializzata" con una lettera patente (una sorta di lasciapassare) rilasciata il 18 agosto. In questo documento, scoperto e pubblicato solo nel 1792, é espresso con chiarezza il compito che il Valentino affidava a Leonardo: egli doveva " vedere, mesurare, et bene extimare" allo scopo " di considerare li Lochi et Forteze e li Stati Nostri, Ad ciò che secundo la loro exigentia ed suo iudico possiamo provederli".
Si doveva trattare cioé di una ricognizione al fine di individuare e progettare quelle opere militari e civili che avrebbero consolidato la signoria del Valentino e permesso una difesa efficace contro i numerosi nemici esterni ed interni.
La ' fortuna' di Cesare Borgia, però, come quella del ducato romagnolo, era destinata a declinare rapidamente. Morto Alessandro VI nel 1503, Papa Giulio II lo terrà in ostaggio fino a quando tutte le città della Romagna non rientreranno in possesso della Chiesa.
Cesare Borgia muore esule in Navarra nel 1507. Leonardo riesce a non farsi coinvolgere dalla rovina politica e personale del Valentino. I progetti e gli interventi che avrebbero probabilmente segnato l'aspetto delle città romagnole oggetto della sua ricognizione rimangono alla stato di studi e annotazioni.
Il viaggio di Leonardo da Vinci in Romagna può essere ripercorso a partire dalle annotazioni, alcune delle quali datate, presenti nel suo taccuino di viaggio. Si tratta di un piccolo libretto "da tasca" (10,9X7,2 cm) di 94 fogli cartacei, noto nel corpus dei manoscritti leonardeschi come Codice L e conservato presso la Biblioteca dell'Institut de France a Parigi, insieme ad altri manoscritti sottratti all'Italia durante le requisizioni napoleoniche.
Leonardo lo usa per annotarvi schizzi, idee, considerazioni, abbozzi di progetti, vergati nella scrittura corsiva tipica degli intellettuali del suo tempo, ma rovesciata da destra a sinistra. Leonardo tra l'altro a volte capovolge il taccuino, contribuendo all'impressione di "caos" creativo che destano queste pagine, già iniziate a Milano, ma riempite in gran parte durante il viaggio in Romagna.
21 giugno 1502: probabile primo giorno di permanenza ad Urbino, dove Leonardo giunge insieme a Cesare Borgia
30 luglio: ultimo giorno della permanenza di Leonardo ad Urbino
1 agosto: primo giorno a Pesaro
8 agosto: a Rimini dove annota, tra l'altro, l'armonia delle cadute d'acqua della Fontana cosiddetta "della pigna" nell'attuale piazza Cavour
10 agosto: Leonardo é a Cesena per la festa di San Lorenzo
15 agosto: ancora a Cesena dove effettua il rilievo delle mura e redige altre note e schizzi di fortificazioni
6 settembre: é a Cesenatico dove disegna una planimetria del porto canale e una veduta a volo d'uccello del borgo marinaro
10 settembre: arrivo a Imola; forse nei giorni precedente é stato a Faenza dove ha disegnato la cattedrale. A Imola Leonardo realizza la mappa della città .
10 dicembre: probabile partenza da Imola.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena