Le saline di Cesenatico
Le saline di Cesenatico
L'approvvigionamento del sale é sempre stato una necessità primaria fino a quando la conservazione degli alimenti non ha potuto contare sul nuovo metodo della refrigerazione artificiale. A Cervia erano presenti saline fin dall'epoca romana e per averle i cesenati avevano assalito quella città nel già nel1201.
Nel 1325, dopo la costruzione del porto, i cesenati chiedono a Papa Giovanni XXII il permesso di costruire delle saline , mentre nella seconda metà del secolo il Cardinal Anglic nei suoi Praecepta caldeggia nuovamente l'ipotesi, proprio per evitare di dovere comprare il sale dai ravennati che tenevano Cervia.
Solo nel luglio 1466 il governatore pontificio Lorenzo Zane appalta la costruzione di saline nei pressi di Porto Cesenatico al mercante cesenate Jacopo di Angelo Bucci, in cambio di una concessione di sfruttamento di trent'anni.
Le saline di Cesenatico compaiono abbastanza chiaramente, con il loro reticolato di specchi d'acqua, nello schizzo di Leonardo da Vinci presente nel Codice L.
I maggiori utenti delle saline di Cesenatico sono Urbino, il Riminese e la 'Schiavonia', cioé la Dalmazia.
Per tutto il Seicento le saline vengono comunque mantenute poi iniziano le pressanti richieste per la loro soppressione, a causa dell'insalubrità dell'aria, e per i danni provocati alla funzionalità del porto. La soppressione delle saline viene concessa da Clemente XIV nel 1771, in cambio della realizzazione di una ulteriore salina a Cervia. E' l'ingegner Antonio Farini a realizzare i lavori: viene scavato un canale artificiale, di cui rimane ancora la traccia e la memoria nella ' Via Canale Bonificazione', che preleva le acque dal Pisciatello e viene fatto passare attraverso le saline, che in pochi anni vengono così riempite dai sedimenti, le saline a nord e a sud di Cesenatico vengono completamente riempite nel 1796.
Nel 1771 un'analoga relazione riprende i medesimi elementi: l'insabbiamento del porto é causato dalle saline inutilizzate, con le quali 's'impedisce la introduzione nel canale maestro delle acque dolci provenienti da fossati e rivi circonvicini, le quali resesi chiare, sarebbero l'unico rimedio a tenere spurgata la bocca del detto porto da quei banchi di arena che di sovente vengono cagionati da venti e dalle alte maree'.
Ai problemi di ostruzione del porto ora però si aggiunge la insalubrità dell'aria, perchè ' per motivo di dette saline si ristagnano le acque scolaticcie dei campi contigui e vicinali alle medesime, che in essi campi e suoi fossati si putrefanno esalando vapori perniciosissimi'.
Questa difficile situazione igienica di Cesenatico viene così testimoniata nel 1738 dal medico condotto Santini: ' Siamo quaggiù nella palude, e si vive con molto timore stante le malattie, e pericolose molto, che vi vedo regnare'.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena
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