La Fiera di San Giacomo
La Fiera di San Giacomo
La fiera di San Giacomo, viene regolamentata con un proprio Statuto nel 1325,una sorta di ' porto franco' dove per favorire il commercio si applicava la sospensione dei dazi.
Gli Statuti di Cesena prescrivevano che ' nel giorno della festa di San Giacomo al porto di Cesena, a spese degli uomini e abitanti di detto porto, sia posto un palio di color verde del prezzo e valore di cinque lire, al qual palio dovranno correre soltanto le cavalle, e quella che arriverà prima ottenga il palio'.
Nel 1525, un semisconosciuto poemetto, Il Diluvio di Cornelio de' Guasconi, riferiva dei giochi che si tenevano in occasione della fiera: A laude di San Iacobo maggiore in el bel porto ch'hanno sopra il mare correr le barche fanno a grand'honore e fan coi cani il tor tutto straciare.
Scipione Chiaramonti, nella sua Historia Caesenae (1641), aggiunge che tale festa veniva ancora celebrata alla presenza del Magistrato della Città di Cesena, con esibizioni di lottatori, danzatrici, corse di cavalli e barche; inoltre viene citata per la prima volta 'usanza della ' cuccagna': ' legano anche delle oche sulla cima di un albero di barca che vengono date in premio a chi riesce a salirvi'.
I ' Capitoli della Fiera del Porto di Cesenatico' vengono emanati nel 1650 dal Legato di Romagna, Cardinal Cybo, ' desiderando... non solo di mantenere, e conservare gli antichi, e lodevoli costumi, usanze, e concessioni della Città di Cesena, ma ancora (ove possa) ampliarle, e concederne dell' altre'.
I capitoli della fiera prevedono che dal 25 al 31 luglio compresi, più otto giorni prima e dopo per il trasporto delle merci, ' ciascuna persona di qualunque luogo, e paese si sia, possa venire liberamente nel Porto Cesenatico al tempo di detta Fiera, e ivi portare ogni sorte di mercantia tanto per mare, come per terra senza pagare alcun datio, o gabella, o pasaggio'. àˆ anche concessa una sorta di immunità per i colpevoli di reati di poco conto, eccetto però 'per li traditori, rebelli di S. Chiesa 1...1, per ladri, falsarij, e tosatori di monete, ne per homicidiali'.
Naturalmente, non solo i trasporti, ma tutti gli acquisti fatti durante la fiera erano ugualmente liberi da 'alcun datio, gabella, o passaggio'. Oltre al tempo, anche lo spazio della fiera era accuratamente delimitato: dal Ponte di San Giuseppe fino al mare, per tutto il canale con tutte le case e botteghe che vi si affacciano, la zona di spiaggia intorno alla 'Torre nova' (cioé alla torre pretoria costruita nel 1597), e la piazza.Â
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena
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