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La fine del piccolo trasporto marittimo

Il secondo dopoguerra segnò il tracollo del trasporto marittimo nei piccoli porti. La costruzione della dorsale ferroviaria adriatica mise in crisi il trasporto di piccolo cabotaggio che si effettuava tra i porti minori di questo mare.

Fine Trasporto Marittimo Cesenatico

Anche Il trasporto su gomma, reso possibile dal grande sviluppo della rete autostradale, a diventò sempre più concorrenziale, permise di collegare molto velocemente località di partenza e dì arrivo, evitando carichi e scarichi aggiuntivi.
La diffusione del container poi favorì l'aumento della specializzazione nei trasporti marittimi, che furono pian piano gestiti da grandi terminal attrezzati.
Trabaccoli, bragozzi, paranze iniziano a trasformarsi, lentamente in motopescherecci. La rivoluzione del motore a Cesenatico avviene tra 1930 e 1940: con la migrazione di pescatori marchigiani, provenienti soprattutto da San Benedetto del Tronto, che venivano chiamati ironicamente frangia per la loro pronuncia.
La prima fabbrica del ghiaccio artificiale aveva provocato la scomparsa delle antiche conserve del pesce e nel dopoguerra, i primi camion dotati di cella frigorifera iniziano a trasportare il pesce anche a città molto distanti, con la conseguenza un cospicuo allargamento del mercato.Queste condizioni favorirono
lo sviluppo della pesca che iniziò ad espandersi e monopolizzare i porti come Cesenatico.
Già nel periodo tra le due guerre alcune imbarcazioni a vela, che si dedicano alla pesca in inverno, in estate iniziano a frequentare le spiagge per offrire ai turisti gite in mare aperto.
Nel dopoguerra nella Riviera si assiste alla nascita del cosiddetto "cutter da spiaggia", un tipo di imbarcazione con vistose insegne pubblicitarie sulle vele che caratterizzeranno l'estate negli anni '50 e '60,.

Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena

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