Cesenatico é un porto di mare governato da una città dell'entroterra, Cesena, dominata da un ceto nobiliare ed ecclesiastico che vi possiede la maggior parte dei terreni e delle abitazioni; A Cesenatico sta nascendo un nuovo ceto formato da persone che traggono dal mare un reddito: i parcenevoli e i paroni, cioé gli armatori di barche che cominciano a sentire l'esigenza di rendersi decisionalmente autonomi.
Verso la seconda metà del Seicento iniziano le richieste autonomistiche di Cesenatico, tali richieste ottengono comunque la medesima risposta: ' non s'innovasse cosa alcuna'.
In quel periodo lo Stato Pontificio attua la politica di contenimento delle spese, e in qualche modo sembra inizialmente dare ragione alle posizioni cesenaticensi: Papa Benedetto XIII (che fu vescovo di Cesena dal 1680 al 1686) si oppone alle spese ' inutili, eccessive e fraudolente' sostenute riguardo al porto dai cesenati in gran parte per favorire interessi personali.
L'elezione di Pio VI, proveniente dalla famiglia nobile cesenate dei Braschi, segna un deciso cambiamento in difesa dei poteri della città madre: Papa Braschi arriva addirittura a prescrivere che non vengano più convocati nè abbiano comunque diritto di parola i commissari che dovevano essere scelti tra la gente di Cesenatico, i due boni viri la cui funzione consultiva era prevista fin dagli Statuti del 1494.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena