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Il Nuovo Commercio Marittimo di Cesenatico

Dopo le scoperte geografiche dei secoli XV e XVI, l'orizzonte dei nuovi traffici marittimi si era spostato sugli oceani e il ruolo dei porti minori mediterranei, come Cesenatico, é destinato a un cambiamento profondo.

Commercio Marittimo Cesenatico

Traffici Marittimi

Lo Stato Pontificio punta su Ancona, unico porto di rilievo del suo territorio e dove nel 1732 verrà anche istituito il 'porto franco' dai dazi.
Per tutto il Seicento Cesena si ritrova a pagare allo Stato Pontificio una tassa per il porto di Ancona. Un contratto stipulato il 30 ottobre 1565 da due produttori di zolfo dell'entroterra romagnolo con il mercante Giacomo Vranecio di Anversa offre un esempio delle nuove modalità di circuitazione delle merci.

Lo zolfo é la merce maggiormente trattata nel Porto Cesenatico e ben presto si sente l'esigenza di continuare la manutenzione: nella prima metà del secolo i papi ancora ordinano alle città del contado di contribuire allo spurgo del porto.

Nel 1656, il Legato di Romagna Cardinal Ottavio Acquaviva riferisce di un porto ' talmente ripieno che nessuna barca può più approdarvisi', e ne ordina dunque una ' escavatione necessaria del canale e darsina'.

Ma un sistema idraulico complesso come quello del Porto Cesenatico, che era stato oggetto in periodo malatestiano di continue cure e riprogettazioni, non poteva essere mantenuto funzionale con semplici opere di 'spurgo' o di 'escavatione.

Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena

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