Cesenatico con le maggior cariche del governo in mano agli ecclesiastici aumenta il numero delle chiese e dei conventi. Don Pietro Burchi (1906-1966), archivista della Curia di Cesena, ha lasciato diversi studi editi e inediti che costituiscono un ottimo strumento per riscoprire la storia degli edifici religiosi di Cesenatico.
San Giacomo
Il passo degli Annales Caesenates dove si accenna alla fiera che si faceva fin dal 1325 nel giorno di San Giacomo non chiarisce se all'epoca vi fosse già una chiesa intitolata a questo santo. Risale al 1440 la prima notizia di un ' rettore di San Giacomo e Cristoforo del porto Cesenatico'. A metà del Settecento risulta in pessimo stato, e nel 1763 si inizia a riedificarla, viene inaugurata nel 1765.
Si riferisce tra l'altro che in sacrestia é conservato un S. Antonio dipinto dall' 'eccellente pittore detto il Cagnazzo'. L'attribuzione a Guido Cagnacci di quest'opera é ritenuta però dai critici oggi difficilmente verificabile poichè il quadro é 'praticamente distrutto'. Viene invece ritenuto del Cagnacci il San Giuseppe, un tempo collocato nella chiesa omonima annessa all'ospedale, e trasferito a San Giacomo in seguito alla chiusura della chiesa originaria.
S. Maria in Valverde (poi dei Servi di Maria).
E' probabilmente la più antica chiesa di Cesenatico. Sembra che al tempo in cui fu istituita la prima fiera vi fosse già una chiesa di Santa Maria in Valverde fin dal Duecento, il cui primo parroco doveva essere stato un certo Beato Cristoforo, ma Burchi rifiuta tale ipotesi, e nota che la prima notizia certa di Santa Maria in Valverde di Cesenatico risale al 1550, anno nel quale risulta già affidata ai Servi di Maria.
Nel 1653 il convento dei Servi é soppresso; la chiesa resta in funzione ma é in decadimento nel Settecento e viene demolita nel 1786. All'interno la vasca battesimale con una iscrizione sul bordo superiore che recava esclusivamente una data, '29 marzo 1415', che per Cesenatico é di notevole antichità .
Cappuccini (San Nicolò).
La chiesa, dedicata ai Santi Nicola e Francesco, viene aperta al culto nel 1617, ma la prima pietra fu posata nel 1614. Chiuso dai Francesi nel 1798, viene poi comprato da Carlo Semprini, che lo regala a Pio VII nel 1814. Riaperto nel 1822 viene soppresso nel 1867 dopo l'Unità d'Italia, ma é riaperto poco dopo 'per volontà del popolo'. Sarà oggetto di nuove contese tra il Prefetto, che intende chiuderlo, e Scipione Chiaramonti, erede di Papa Pio VII.
Annunziata (Eremitani di Sant'Agostino).
I padri Agostiniani l'hanno edificata nel 1612, quando una relazione riferisce che era collocata sulla via principale verso Cervia, poco distante dalla porta, lato mare. Nel 1653 viene soppresso. Il 15 aprile 1613. Dei pellegrini in viaggio per Loreto vi entrano durante una sosta. Ad un tratto tutti cominciano a gridare al miracolo, poichè dalla fronte della Vergine qualcuno afferma di vedere scaturire dei raggi di fuoco 'chiari e schietti siccome si vede quando tuona et balena nell'aria'.
San Giuseppe (annessa all'Ospedale).
Gia esistente nel 1550 senza il convento degli Eremitani di Sant'Agostino (1578). Nel 1653 il convento é soppresso e la Chiesa sconsacrata poco dopo.
Ospedale di San Giuseppe.
Nel 1612 lo si dice annesso alla Chiesa di San Giuseppe, officiata dagli Agostiniani. In una relazione del 1680 i responsabili dell'Ospedale riferiscono che se qualcuno ' si trattiene infermo in deto hospitale lo soccorriamo del vitto necessario, e quando muore qualche poveretto paghiamo la mercede a' becchamorti'. Dell'ospedale si riferisce fin dal 1575.
Nel 1818 risultano presenti anche tre oratori: San Giuseppe, attestato fin dal 1763; l'oratorio, già sconsacrato, sarà demolito per costruirvi al suo posto la nuova torre dell'orologio a fianco del Palazzo Comunale. Il secondo oratorio si trovava ai margini del centro dal lato di levante: era dedicato ai Santi Elmo, Felice e Fortunato, questi ultimi due patroni di Chioggia, e frequentato quasi esclusivamente dai pescatori originari di questa città . Infine, l'oratorio della Beata Vergine delle Grazie alla Vena, l' attuale chiesina abbandonata della 'Madonnina', ancora visibile.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena